Sblocca Italia, oltre 3 miliardi di coperture – Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha dato il via libera allo Sblocca Italia e in un incontro con il Presidente del consiglio, Matteo Renzi, e il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha confermato che le tanto attese coperture economiche ci sono ed è convinto come questo decreto porterà “più investimenti, più crescita e quindi più lavoro. Le famiglie ne beneficeranno”. Staremo a vedere. Intanto si fanno i primi conti in tasca al governo e sembra che sul tavolo dell’esecutivo, al momento, siano a disposizione 1,2 miliardi del fondo revoche e 2,5 miliardi del fondo sviluppo coesione. Così si supererebbero, seppur di poco, i 3 miliardi ipotizzati. Questo tesoretto, all’interno del decreto legge, verrebbe indirizzato soprattutto alle opere ferroviarie come la Brescia-Padova, Brennero, terzo valico, Catania-Messina, Napoli-Bari. Inoltre fonti di Palazzo Chigi hanno rivelato la presenza nel dl di norme sulla semplificazione, come un regolamento edilizio unico standard per tutti i comuni, super-Scia per tutte le attività di impresa, limitazione del potere di autotutela della Pa a sei mesi o un anno.

Scuola, niente da fare – Se il pacchetto dello Sblocca Italia è ormai ben delineato e sembra aver trovato le coperture finanziarie per essere messo in pratica, a sorpresa il governo ha deciso di rimandare ogni discussione sulla riforma della scuola. Dalla Presidenza del consiglio assicurano che è solo un rinvio, perché nel Cdm di oggi ci sarà “troppa carne al fuoco”. Bene, ma non ci si poteva rendere conto prima di quanti argomenti saranno presenti al tavolo della discussione? L’impressione è che, almeno sul tema scolastico, si sia fatta soltanto propaganda. Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva delineato gli aspetti di una riforma molto importante. Meritocrazia e lotta alle supplenze con 100 mila docenti assunti a tempo indeterminato, erano state le parole sin troppo chiare pronunciate tanto dall’esponente di Scelta Civica, quanto da Matteo Renzi che nella giornata odierna avrebbe dovuto sorprendere gli italiani con argomenti innovativi sulla scuola.

I problemi sulla riforma della giustizia – Invece è tutto rinviato ed è un peccato, perché affrontare di petto la questione scolastica sarebbe stato un bel segnale per il Paese e avrebbe dato un po’ di fiducia a quelle generazioni tradite dalla politica degli ultimi trent’anni e dalla violenta crisi economica del 2008. Il vero motivo del rinvio della partita scolastica, fanno sapere dal Miur, è dovuto ai fondi. Anche in questo caso il problema è sempre lo stesso. Eppure l’esecutivo di larghe intese aveva fatto intendere l’esistenza di un fondo per coprire almeno buona parte delle future assunzioni, le quali dovrebbero avvenire nel triennio 2015-2018 attingendo per metà dalle graduatorie a esaurimento e per metà da un nuovo concorsone da bandire l’anno prossimo. Al momento, però, ciò che preoccupa il premier è l’imminente riforma della giustizia. Le distanze con il Nuovo centro destra e con Forza Italia sono più evidenti del previsto e le parole di Fabrizio Cicchitto riassumo bene la posizione dei due partiti conservatori:“Sulla riforma della giustizia civile c’è una piena intesa, invece non si può parlare di riforma della giustizia penale se non si affrontano positivamente questioni come le intercettazioni e la custodia cautelare”.

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