Richetti si candida a guidare l’Emilia Romagna – Il nodo Emilia Romagna si è sciolto. A rompere gli indugi nelle candidature alle primarie del centrosinistra nella regione rossa per eccellenza, c’ha pensato il renziano della prima ora Matteo Richetti, che con un post su facebook ha annunciato la sua discesa in campo: “Abbiamo deciso – ha detto il politico con un po’ di retorica. Ci candidiamo a guidare la nostra regione per i prossimi cinque anni. Sarà una scommessa con un filo conduttore. Nessuna occasione deve andare perduta. Ma non sarà una campagna sul contrasto allo spreco materiale, sarà un progetto preciso per fare dell’Emilia Romagna la terra delle opportunità. Perché ciò che ci deve far paura di questo tempo è ciò che rischiamo di perdere. Un idea(sic), un desiderio, la voglia di investire, la voglia di aiutare. Niente deve andare perduto”. Nel suo lungo post il deputato del Partito democratico ha messo in luce anche alcuni punti programmatici, i quali ricalcano, neanche a dirlo, i principi dell’area renziana del suo partito.

Matteo Richetti
Matteo Richetti

I punti programmatici del renziano della prima ora – La prima battaglia, in linea con quello che sta provando a fare Matteo Renzi, è combattere la burocrazia per non ostacolare la crescita. Richetti, in tal senso, utilizza la parola rivoluzione: “La dimensione pubblica non può in nessun modo ostacolare qualcosa che contiene in sé opportunità per la comunità. La burocrazia non deve fermare ciò che fa crescere”. Richetti riconosce che “l’Emilia Romagna è tra le regioni meglio amministrate d’Italia”, ma nello stesso tempo ha manifestato la necessità di cambiare, perché “se restiamo fermi questo patrimonio rischia di essere disperso”. Inoltre nel suo programma parla di “processo di separazione tra indirizzo e gestione dei servizi pubblici locali, l’impegno a investire la spesa in sanità sulla cura, piuttosto che sull’amministrazione dei servizi, oltre che ridare valore alla formazione, al saper fare, al genio manifatturiero, fondamentale per non disperdere un tratto distintivo dell’Emilia Romagna nel mondo”.

Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini

Uno scontro tra renziani, uno spartiacque per tutto il Pd – Al di là delle linee programmatiche, però, queste primarie segneranno uno spartiacque nel Partito democratico e per quello che si verificherà nei prossimi mesi, andranno a incidere sulle logiche del Pd nazionale. La grande novità è che due facce del renzismo si sfideranno. Richetti contro il segretario regionale Stefano Bonaccini. Dopo il passo indietro del primo cittadino di Imola, Daniele Manca sponsorizzato dall’asse Errani-Bersani, ecco che la sfida si polarizza tra due rottamatori e poco importa se Bonaccini non ha sostenuto da subito Matteo Renzi. Il premier ha dimostrato di avere fiducia nei confronti del membro della segreteria nazionale. In un sol colpo, dunque, viene sconfitta la linea classica del partito e Bersani, il quale in queste ore aveva cercato di impedire una situazione del genere utilizzando l’opzione Manca, è stato sconfitto. Di nuovo. Con ogni probabilità l’Emilia Romagna avrà un Presidente della regione renziano, il quale traccerà una linea di demarcazione rispetto alla vecchia ala della sinistra ortodossa. Qualcosa di impensabile fine a un anno fa e così dopo la sonora sconfitta alle primarie nazionali, la corrente bersaniana, cuperliana o dalemiana, che dir si voglia, inizia a sradicarsi anche dal territorio. I tempi cambiano.

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