Addio a Mare nostrum – Le parole degli ultimi giorni del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, non erano state casuali. Il leader del Nuovo Centro Destra aveva esternato con convinzione la necessità di concludere l’esperienza di Mare nostrum e aveva invitato l’Europa a subentrare al progetto gestito dall’Italia. Del resto se le frontiere del Mediterraneo non sono soltanto i confini dell’Italia, ma di tutta l’Unione europea non si capisce il perché Bruxelles non dovrebbe intervenire. Dichiarazioni che avevano anticipato le intenzioni delle istituzioni italiane nell’incontro tenutosi ieri con il Commissario Cecilia Malmström. L’Italia ha battuto i pugni sul tavolo e, secondo il Ministro Alfano, ha ottenuto un risultato importante che pone fine a Mare nostrum. Proprio su quest’esperienza si è voluta soffermare il Commissario, la quale ha voluto ringraziare il nostro Paese per il lavoro svolto: “Dobbiamo dire grazie all’Italia per l’immenso lavoro che sta facendo con l’operazione Mare nostrum, hanno salvato centinaia di migliaia di persone in condizioni molto difficili. Questo è qualcosa che deve essere riconosciuto da tutto il mondo”.

“Uno sforzo che l’Italia non può sopportare da sola” – Dopo i ringraziamenti, però, si è giunti al nocciolo della questione. Il passaggio dall’attuale operazione a Frontex plus. Sembra quasi una marca di detersivo, invece sarà la nuova missione nel mar Mediterraneo dell’Europa. A certificare la conclusione di Mare nostrum, che dovrebbe concludersi entro ottobre, è stata proprio la Malmström, che ha aggiunto: “Dobbiamo ricordare che Mare nostrum è stata una risposta ai terribili eventi di Lampedusa dello scorso ottobre, è stata creata come un’operazione di emergenza ma è stato subito chiaro che questo non è uno sforzo che l’Italia può sopportare da sola. Ora stiamo entrando in una sfida più strutturale, viviamo in tempi davvero molto difficili. Guerre, dittature, oppressioni molto vicine ai confini europei, quindi c’è la pressione di molte persone che fuggono e che cercano rifugio nell’Unione europea, e molti di loro arrivano attraverso l’Italia. Oggi, quindi, abbiamo discusso il futuro di Mare nostrum e come affrontare la migrazione nel Mediterraneo, e la Commissione farà tutto quel che è possibile per assicurarsi che tutta l’Ue, tutti gli Stati membri giochino un ruolo maggiore nell’aiutare l’Italia nel gestire le migrazioni nel Mediterraneo”.

I fondi per Frontex plus e la distruzione dei barconi degli scafisti – E la parola aiuti è il tema centrale. Adesso toccherà agli altri Paesi europei, soprattutto quelli dell’Europa del sud, dare una mano nell’operazione Frontex plus che, come ha sottolineato Angelino Alfano, “incorpora due operazioni esistenti, le ampia e le rafforza e costituirà un presidio per la frontiera dell’Europa più ampio”. Inoltre, ha tenuto a sottolineare il politico siciliano, l’obiettivo sarà anche “quello di distruggere le barche usate dai trafficanti di uomini. Non possiamo affondare le navi, ma le recupereremo a terra e le distruggeremo, in modo che non siano più riutilizzate”. Un piccolo successo diplomatico per l’Italia, ma ora occorrerà convincere gli altri ministri dell’Interno dell’Unione europea. Non qualcosa di semplice. Servirà trovare nuovi fondi e il governo di larghe intese di Matteo Renzi dovrà essere capace a stimolare gli Stati membri nel partecipare ad un’operazione che non riguarda solo l’Italia, perché queste persone arrivano sulle coste del nostro Paese, ma sono dirette soprattutto verso il nord Europa. Dunque è un fenomeno, senza ombra di dubbio, che coinvolge in toto il vecchio continente.

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