Scetticismo sulla riforma della scuola – Con il trascorrere dei giorni si avvicina il Consiglio dei ministri di venerdì e si scoprono i dettagli riguardanti la riforma della scuola. Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha mostrato al Meeting di Rimini di Cl le linee guida del testo. Abolizione delle supplenze per combattere il precariato, ingresso di capitali privati nelle scuole pubbliche, docenti stipendiati in base al lavoro svolto, stretta connessione tra istituti professionali e mondo del lavoro, modifiche sostanziali nei programmi scolastici con il potenziamento della storia dell’arte e della musica, riscoperta della parola cultura. Un programma interessante, ma nello stesso tempo, proprio per la sua ambizione, ha lasciato diversi dubbi. In un’epoca in cui è difficile trovare dei fondi per mettere in piedi una riforma di una simile portata, lo scetticismo è stata la risposta di addetti ai lavori e diretti interessati. Per fugare simili perplessità, il Presidente del consiglio Matteo Renzi è voluto intervenire in una questione sulla quale avrebbe voluto parlare solo a partire da venerdì.

Centomila insegnanti precari assunti a tempo indeterminato – Il premier, con sorpresa da parte degli ascoltatori e dei lettori, ha annunciato come la riforma della scuola presenterà al suo interno un punto chiave sulle assunzioni. L’abolizione delle supplenze, infatti, vorrà dire inserimento di centomila precari nel ramo dell’insegnamento. Assunti subito e senza troppi tentennamenti. Un corposo nuovo gruppo di insegnanti a tempo indeterminato per le scuole elementari, medie e superiori. Per selezionare questi centomila docenti, il Ministero dell’Istruzione attingerà dai precari delle Gae (le graduatorie a esaurimento che oggi ospitano 155 mila aspiranti insegnanti) e vincitori dell’ultimo concorsone rimasti fuori dall’insegnamento (altri novemila). Parole importanti quelle dell’ex sindaco di Firenze, sulle quali non potrà avvenire alcuna marcia indietro. La figuraccia sarebbe clamorosa e ridimensionerebbe la popolarità del segretario del Partito democratico.

Assunzioni con un tesoretto da un miliardo e mezzo – In regime di spending review l’assunzione a tempo indeterminato di centomila precari, è qualcosa in grado di far avanzare qualche dubbio. Così le fonti di Palazzo Chigi hanno parlato di un miliardo e mezzo di euro fin qui trovato per la scuola. Con questo tesoretto, secondo il governo di larghe intese, si riuscirà a concretizzare uno degli aspetti centrali della riforma della scuola. L’idea di base dell’esecutivo è di guardare alla prossima generazione di italiani. Ne è convinto il senatore Andrea Marcucci, presidente della Commissione istruzione di Palazzo Madama, il quale ha fatto intuire la possibilità di altre novità rilevanti nella riforma dell’istruzione: “Dobbiamo ricostruire un sistema che ha subito una penalizzazione pesantissima, pensando non solo a tappare i buchi e le emergenze lasciate dagli ultimi governi ma soprattutto a riprogettare un modello che guardi al rilancio del Paese, superando piccoli interessi, ideologismi e scontri del passato. Per questo sul merito e sulla professionalità dei docenti, sull’autonomia degli istituti e sulle materie dei singoli percorsi scolastici, saranno tante le novità di rilievo”.

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