Un’estate con alti e bassi – E’ stata un’estate tormentata per la Juventus. La scorsa stagione si era conclusa nel migliore dei modi, con la conquista dello scudetto e la riconferma di Antonio Conte. Invece a luglio qualcosa è cambiato. Sono arrivate le incredibili dimissioni del neo c.t. azzurro durante la preparazione pre-campionato e se nella passata sessione di mercato estivo Tevez e Llorente erano stati colpi in grado di mettere in luce la vecchia signora rispetto agli altri club, fino ad oggi lo scettro di regina del mercato non appartiene più ai campioni d’Italia. E’ vero che sono arrivati giocatori molto interessanti e potenziali campioni come Morata, Pereyra e Coman, ma per il famoso salto di qualità in Champions League, considerata la figuraccia nell’ultima edizione, serve qualcosa in più. Tanto in difesa quanto in attacco, al momento. Tra giugno e luglio si faceva il nome di Iturbe, poi passato alla Roma per una cifra impegnativa, e oggi si cerca l’affare low cost. Il classico prestito con diritto di riscatto che a Torino, almeno nel reparto offensivo, non ha portato bene negli ultimi anni. Da Borriello a Bendtner e Osvaldo la lista è lunga.

La ricerca dell’affare low cost e il mistero delle casse societarie – Eppure Marotta e Paratici insistono su questa formula. L’esigenza, a quanto pare, è economica. Le casse sarebbero vuote e non si capisce con quali soldi si stava per acquistare Iturbe, prima che Conte decidesse di fare un passo indietro. Com’è possibile che tutto sia cambiato in così breve tempo? E’ difficile credere che il Presidente Agnelli e la società non avessero fatto bene i conti. Molto improbabile. Allora, che succede? L’ipotesi di altri piani dovuti al cambio di allenatore, lascia il tempo che trova. Massimiliano Allegri non disdegnerebbe una punta di livello internazionale, a prescindere dal nome. Forse c’è qualcosa che non è stato detto, probabilmente le casse societarie, che in questa stagione avrebbero dovuto sostenere una campagna acquisti di livello europeo, sono più vuote del previsto. In questo modo si spiegherebbe l’addio di Antonio Conte e del suo staff, desiderosi di iniziare un nuovo corso con una vera e propria rivoluzione nella formazione juventina.

Le colpe di Antonio Conte, ma i tifosi punteranno il dito contro Allegri? – Niente di tutto ciò è avvenuto e così è iniziato il nuovo corso in casa Juventus. Allegri ha dovuto prendere in mano una squadra che non ha programmato e ha dovuto coniugare i suoi allenamenti con quelli della gestione precedente. Un vero caos. In questi giorni si ricorda come le squadre dell’ex allenatore del Milan partano con lentezza in campionato. E’ vero, però occorre menzionare anche i problemi creati proprio da Antonio Conte, il quale ha scelto con eccessivo ritardo la propria strada e ha creato disagi in Corso Galileo Ferraris. Una mancanza di rispetto verso un ambiente a cui deve ogni cosa. Ha scaricato su chi sarebbe venuto dopo di lui responsabilità rilevanti e si è disinteressato con egoismo di un ambiente di cui ha sempre sostenuto di essere il primo tifoso. Però i veri supporter, anche se sono stipendiati dalla società per cui parteggiano da ragazzini, non si sarebbero mai comportati in questo modo. La Juventus lenta e macchinosa del Trofeo Tim, dunque, non è solo una conseguenza della preparazione di Massimiliano Allegri, ma soprattutto delle scelte fuori tempo di Antonio Conte. I tifosi se ne ricorderanno quando arriveranno le prime sconfitte?

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