Un gruppo di giovani architetti francesi associati allo studio Chartier-Corbasson Architectes ha progettato un grattacielo futuristico che si auto-genera attraverso i rifiuti dei suoi stessi inquilini. Si chiama Organic Skyscraper e sarà un grattacielo ecologico che sorgerà presto a Londra. Costituito da una struttura a impalcatura in bambù, tipica delle costruzioni asiatiche, il grattacielo sarà rivestito da pannelli rigidi di materiale plastico e cartaceo rigidamente riciclato. Ogni anno il grattacielo crescerebbe di piano in piano proporzionalmente ai rifiuti generati all’interno della struttura. Bastano 80 bottiglie di plastica per ottenere un pannello isolante a cui aggiungere 75 chili di carta riciclata, due pannelli termoisolanti. Un’idea intelligente di edilizia ecosostenibile in cui il processo di riciclo e trasformazione dei rifiuti in pannelli costruttivi avverrebbe all’interno del palazzo stesso. La costruzione si avvarrà di energia eolica, ottenuta attraverso micro-turbine eoliche inserite nei pali di bambù rigorosamente cavi: l’aria è incanalata così al loro interno riuscendo a produrre l’energia necessaria all’edificio. All’interno sono progettati spazi comuni come bar, ristoranti e palestre e una torre d’osservazione in cima, mentre nel piano più basso si troverebbe il centro di raccolta e riciclo dei materiali. Il grattacielo ha ricevuto una menzione speciale nel concorso internazionale Skyscraper and Superskyscraper Competition, che premia i grattacieli più originali del mondo. I progettisti adesso sono alla ricerca di fondi per finanziare l’ambizioso grattacielo eco-friendly.

Ogni anno in Europa sono prodotti 500 Kg di rifiuti a persona i progetti eco-friendly ne riutilizzano circa il 100% sviluppando linee di eco design semplici, durevoli e creative. Progetti innovativi targati eco-friendly eccellenze nel loro genere la Lavapiatti Mobile promossa da Legambiente Basilicata che consentirà di ridurre il carico di rifiuti di plastica in occasione di sagre ed eventi; il Potholess, un asfalto ecosostenibile che promette di rendere più agevoli i lavori di manutenzione delle strade, composto di fibre sintetiche, graniglia basaltica e bitume a base di plastomeri/polimeri, da utilizzare a freddo; OOho una bottiglia d’acqua da cui prima si beve e poi la si mangia ottenuta da una tecnica che consente di modellare i liquidi a forma di sfera, in modo da racchiudere l’acqua in una doppia membrana gelatinosa, il cui strato più interno è costituito da alghe brune e cloruro di calcio; la Green Box casa interamente costruita con criteri di eco-sostenibilità dall’architetto spagnolo Luis De Garrido che propone una soluzione prefabbricata, modulare, facilmente trasportabile, a zero emissione di carbonio.

Innovazione eco-friendly molto creativa anche nel campo della Moda grazie a due giovani donne siciliane, Adriana Santanocito e Enrica Arena, che nel 2014 hanno ricevuto un importante finanziamento dalla Provincia autonoma di Trento e dal Fondo europeo di sviluppo regionale attraverso il bando ‘Seed Money’ e hanno inventato Orange Fiber, che ha fatto della frutta il materiale principale per la creazione di abiti ricchi di vitamine. Il processo rende possibile l’estrazione di cellulosa da scarti agrumicoli e il suo uso per il settore tessile. Grazie poi all’impiego delle nanotecnologie, Orange Fiber fissa ai tessuti oli essenziali di agrumi, affinché il vestito rilasci vitamine su chi lo indossa e ne favorisca il benessere.

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