Il vertice tra il Presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino, Petro Poroshenko, è previsto per oggi a Minsk, in Bielorussia. I due capi di stato saranno ricevuti da Alexander Lukashenko. Insieme a loro, la rappresentante europea Catherine Ashton e il Presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbaev per un summit sull’unione Doganale. Un incontro ad alta tensione, in cui saranno affrontati problemi legati all’economia come il gas, le forniture, il pagamento dei debiti da parte ucraina, i rapporti tra Ue, Ucraina e Russia sulle sanzioni e sull’Unione Doganale, dopo che Mosca ha applicato una sorta di embargo sui prodotti agricoli provenienti dalla Polonia e dai paesi filo-Kiev. C’è da discutere sulla crisi interna all’Ucraina con le richieste dei separatisti russofoni. Insomma, parecchia carne al fuoco, e se non si gira per tempo, si rischia di bruciar tutto.

Sul campo interno, l’Ucraina ha di nuovo dovuto fare i conti con Mosca che dopo il successo ottenuto con l’ingresso del suo convoglio umanitario, in pieno disprezzo della sovranità territoriale del governo di Kiev, ha deciso di ripetere l’operazione. Un nuovo allarme è stato lanciato perché il Ministro degli Esteri russo Lavrov, ha annunciato a Kiev, che un secondo convoglio di aiuti, sempre che siano solo aiuti umanitari e non altro, sarebbe entrato nei territori. Un’altra invasione, il confine violato a Novoazovsk e il disappunto e la preoccupazione di Poroshenko, il quale ha deciso di sciogliere il parlamento ucraino, la Rada, in vista le elezioni, previste il 26 ottobre prossimo. Il Presidente ucraino, lo ha fatto attraverso un messaggio rivolto alla nazione, chiarendo la necessità delle elezioni e la costituzione di un nuovo parlamento, visto lo stato di guerra, le prepotenze moscovite, le vittime, le difficoltà affrontate dalla popolazione e l’instabilità persistente.

Per l’ennesima volta, la baruffa tra Mosca e Kiev, ha scatenato anche la presa di posizione della comunità internazionale e questo è stato ribadito, all’incontro tenutosi in Ucraina, tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e gli altri leader ucraini. La riunione tra Berlino e Kiev, si è svolta sabato scorso, durante le celebrazioni della festa d’indipendenza dell’ex repubblica sovietica, dichiarata 23 anni fa. La Merkel, che ha parlato per voce di Bruxelles, ha fatto sapere che vi è la disponibilità di dare ulteriori aiuti economici per più di 500 milioni di euro ed ha proposto “un accordo tra Ucraina e Russia per il monitoraggio da parte dell’OSCE dei circa duemila chilomentri di frontiera tra i due paesi”. No, a nuove sanzioni contro i russi ma un piano di sorveglianza affinché non si assista impotenti, alla lenta e costante penetrazione di Mosca nei territori ucraini.

Il Presidente Petro Poroshenko, lo stesso giorno, durante il suo discorso per le celebrazioni, ha invece annunciato che saranno stanziati 2 miliardi di euro per un nuovo riarmo dell’esercito, con la volontà manifesta di “rinforzare la difesa del Paese”. Ma Poroshenko ha anche sottolineato come la priorità rimanga “l’indipendenza da Mosca” perché “la guerra non è il risultato di una nostra iniziativa. È stata imposta dall’esterno. Noi scegliamo la pace e la concretizzazione di un piano di pace, come ho già suggerito nel giugno scorso. L’Ucraina tiene in grande considerazione il sostegno di chi ha mostrato di essere dalla sua parte: l’unione Europea, gli Stati Uniti e altri Stati

© Riproduzione Riservata

Commenti