Non sempre è possibile programmare ferie a lungo termine. Oramai, è facile fare dei fine settimana, per una pausa dal lavoro e poi rientrare a casa. La scelta viene anche dall’esigenza di contenere le spese, e allora che fare? Ci si può anche concedere la gioia di andare fuori dai nostri confini e regalarsi una veloce vacanza all’estero, magari restando sempre al mare. La Slovenia è il luogo perfetto, uno dei paesi d’Europa più verdi, ricchi d’acqua e poco costosi.

Per iniziare, si potrebbe andare nell’affascinante cittadina di Pirano, un piccolo borgo pieno di case dai tetti rossi, un intreccio di viuzze e palazzi colorati, per godere dei colori urbani insieme alle atmosfere estive. Questa cittadina sembra “un lungo braccio sull’acqua”, cinto da mura e torri che sono dell’epoca della Repubblica Marinara di Venezia. Il Duomo di San Giorgio, sembra una perfetta copia in miniatura del Duomo di San Marco, e dal campanile si gode della vista del Golfo di Trieste perchè la distanza tra Italia e Slovenia, è brevissima così come la storia che le abbraccia. Interessante, fare una visita al Museo di San Giorgio, e nella chiesa per la presenza di particolari sculture lignee. Al centro di Pirano, sorge la Piazza Tartini, celebre compositore e violinista del XVIII secolo, nato qui, famoso per la sonata in sol minore “Il trillo del diavolo”. A lui è intitolato il Conservatorio di Trieste e al centro della piazza, c’è la statua che lo ricorda. Sempre in questa piazza, proprio in questo periodo ci sono piacevoli concerti. Nella piazza, sorge anche “La Veneziana”, una palazzina rosa, appartenuta ad un ricco commerciante veneziano, e risalente al XV secolo. Sulla facciata, riporta la scritta “lassa pur dir” ovvero “lascia che parlino”. La leggenda narra che il commerciante, fece costruire la dimora per la sua amante ed il messaggio, era dunque rivolto alle malelingue del borgo.

Pirano può essere raggiunta anche dalla vicina Portorose in bicicletta, spendendo pochissimo da 1 a 3 euro l’ora, per il noleggio di una bici, e seguendo la pista ciclabile sull’acqua, si raggiungerà comodamente il borgo. Questa cittadina, s’affaccia sul mare Adriatico e si può visitare in un giorno; le auto devono restare fuori, in periferia. Si tratta di un borgo medievale nella struttura; le mura che la cingono sono formate da due pareti parallele. Oltre alla casa di Tartini e la Casa Veneziana, interessanti sono il Palazzo di Giustizia e il Museo Marittimo. Pirano per sua tradizione storica, è antica città marinara e si sviluppa come una penisola, come estrema propaggine dell’Istria-Slovenia. La città vecchia, è sulla parte finale di questa penisola, e fare un giro per le sue stradine, fermarsi a riposare nelle piazzette, dà un grande senso di respiro, anche perché si è sempre circondati dal mare. Si è detto della grande accoglienza e dell’attenzione che si riserva ai visitatori, infatti, se si decidesse di pernottare qui, per più notti, gli alberghi applicano ottimi sconti. E poi, c’è questa immancabile tradizione del “Tartini Festival”, che quest’anno si è inaugurata il 23 agosto (e si concluderà il 10 settembre) con l’esibizione del violino di Tartini, nel Duomo di San Giorgio, e l’Orchestra “1756”. Fondata nel 2006, i musicisti che la compongono, interpretano la musica del Settecento e dell’Ottocento, usando “strumenti storici dal suono unico ed arcaico”. Ciò che dalla sua nascita la ispira, è la musica di Mozart ed il nome che si sono dati “1756”, è un omaggio a Mozart, dato che si tratta dell’anno di nascita del celebre genio.

Da Pirano a Portorose, è un una distanza breve, quindici minuti. Qui si potrà scegliere tra i numerosi centri termali, per cui la città è famosa e le spiagge. Si potranno fare trattamenti ayurvedici, fanghi e bagni in acqua marina. Ma si potrà anche andare incontro ad una natura incontaminata, a cinque minuti d’auto da Portorose, a Strugnano, c’è una falesia dove le rocce si innalzano sino a 80 metri sopra il livello del mare, e che la rende la parete più alta dell’intera costa Adriatica. Inoltre, c’è Mesecev Zaliv, una spiaggia magnifica, con la baia fatta di piccoli sassi e raggiungibile solo a piedi. Portorose resta comunque, meta preferita per i suoi trattamenti termali e le terapie con l’acqua madre delle saline. La stessa usata dai monaci benedettini, che curavano malattie reumatiche e della pelle, in particolare durante il dominio asburgico, quando era una tra le stazioni termali più in voga del tempo. E poi c’è la vita notturna con i locali, la musica e il casinò. Visitare i dintorni di Pirano e Portorose, è un’esperienza unica anche per chi ama le escursioni, il trekking; e oltre le gite in bici, si può anche andare a cavallo.

Infine, uno spazio va dedicato alla cucina ed ai sapori dell’Istria. Una cucina semplice, con piatti che provengono da tradizione casalinga, pochi ingredienti tutti del territorio ma freschi e genuini; usati da generazioni di donne che hanno fatto dell’intraprendenza una virtù. E questi principi, sono utilizzati anche oggi, dagli chef del luogo. Uno degli ingredienti che sono sempre presenti, è il sale marino, che è tirato dai salinari delle Saline di Sicciole, presenti sin dal 1700 e al centro del benessere termale. C’è abbondanza di pesce e l’olio d’oliva insieme alle verdure di stagione, offre la possibilità di gustare piatti saporiti, conditi con spezie e aromi dell’orto. Il prosciutto crudo essiccato, i formaggi e il pane condito con l’olio, ricordano i nostri sapori italiani. Ci sono i bobici, una zuppa di mais o gli ŝtruklji, dolci pezzetti di carne cotti nell’acqua, e con un buon bicchiere di vino Refosco, un vino autoctono rosso, circondati dalla convivialità e l’allegria di questa gente di mare, potrete godere un weekend rilassante, divertente, lontano dai pensieri ingombranti.

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Foto: Flickr/Lorenzo Magnis

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