Usare la paglia come materiale per costruire abitazioni, sembra un passo indietro. Eppure, questo “ritorno alle origini”, è oggi una realtà che sta ampliando i suoi orizzonti. Ci sono seminari organizzati per far comprendere la validità del costruire con le balle di paglia, frequentati da numerosi addetti ai lavori e da quelli che hanno desiderio di costruire la propria casa da soli. La paglia è un materiale impiegato in edilizia, soprattutto nei paesi come Francia e Canada ma anche negli Stati Uniti dove nella metà del 1800, veniva usata per l’edificazione delle abitazioni dei pionieri contadini. Con l’avvento del 900, nel secondo dopoguerra, l’edilizia ha spostato l’interesse per i materiali da costruzione, verso il cemento di facile lavorazione, quindi preferito per l’aumento nel numero delle richieste per le abitazioni. Tuttavia, i cambiamenti del clima, l’inquinamento e le masse di volumi che hanno generato abusivismo e speculazioni edilizie, hanno spinto a “rimodulare il pensare abitativo” con una maggiore considerazione per l’ambiente. “Il comparto edile” secondo quanto enunciato dagli esperti “è uno degli ambiti produttivi più energivoro e produttore di anidride carbonica”. Perciò negli ultimi dieci anni, il recupero di tecniche e l’uso di materiali che provengono da un’antica tradizione, è balzato in cima alle priorità, di chi si occupa di costruzioni.

In Europa, la normativa è molto più chiara ma in Italia poiché bisogna anche prevedere l’applicazione delle norme antisismiche alla nuova progettazione, il campo è ancora aperto perché “mancano riferimenti certi e certificazioni dei materiali”. Fondamentale resta una fissazione delle regole sull’uso di questi materiali. Anzitutto, la paglia “ha un’elasticità e un peso diverso dal cemento e avrebbe bisogno di norme dedicate. La costruzione in paglia nel rispetto delle nuove regole porterebbe ad un risparmio di materiali, mantenendo alti standard qualitativi, salubrità e risparmio energetico”. Una tecnica antica, che fa riflettere sul fatto che usare maetriali legati alla natura e alla terra, non solo favorisce un più saggio smaltimento degli stessi ma la regola del “in natura, nulla si crea e nulla si distrugge”, viene qui adottata per un modo di costruire virtuoso.

Questa filosofia è stata sposata da un giovane artigiano e costruttore di Conversano, in Puglia, Bartolomeo Coppola, 35 anni. Questo imprenditore edile, si forma come intonachista, poi diventa piastrellista e lavora nel campo della carpenteria. A 18 anni, decide di emigrare, come tanti nostri antenati meridionali e come tanti giovani di oggi, che vanno a fare esperienza all’estero. La sua meta sono gli Sati Uniti ma poi andrà in giro per il mondo perchè la sua curiosità, lo spinge ad accumulare esperienze. Il ragazzo si forma e acquisisce un modo di pensare, che gli fa rivalutare il meglio della tradizione. Dopo aver messo su famiglia, con i figli decide di tornare in Italia, nella sua Puglia; in cui si è ritrasferito da otto anni, là dove a nato, a Conversano, appunto. Bartolomeo, si è sempre definito “un artigiano” e se si pensa che in paesi come il Giappone, gli artigiani sono tenuti nella medesima considerazione, in cui sono tenuti gli artisti perché attraverso la loro relazione intima con la natura e l’uso di quello che la natura offre, sono i più vicini nel raggiungimento della perfezione. Allora l’artigiano Bartolomeo Coppola, è più vicino anche alla concezione medievale del costruttore; colui che attraverso l’opera getta un ponte verso Dio e dunque, l’artigiano è un sapiente. Bartolomeo Coppola, negli Usa, ha avuto modo di “sperimentare la costruzione delle case con sistemi alternativi al cemento”.

Usare le balle di paglia per edificare una casa, sembrerebbe usare materiali troppo poveri, che danno idea di fragilità, abituati come siamo alla “apparente solidità del cemento”. La paglia però, oltre ad avere grande elasticità, è un isolante naturale, ignifuga, ha grande traspirabilità dura nel tempo e non ha bisogno di “esser trattata”. Può essere considerato “un materiale a chilometro zero”, facilmente reperibile, e quindi già questo ammortizza i costi. Per costruire le case, le balle vengono impilate come mattoni, su basi di cemento, e possono servire a realizzare muri portanti o muri di chiusura. Poi si usano travi di legno per la struttura portante e le balle di paglia per i muri di chiusura, questo per garantire “la messa a norma” dell’abitazione. La facciata è ricoperta di terra cruda e argilla, che serve da intonaco, e finita a calce. La Puglia per il momento, è la prima regione italiana che sta adottando questo sistema, anche se c’è un esempio nella periferia romana, di abitazione costruita con la paglia.

Coppola però ha voluto precisare che l’idea di mettersi a costruire “case di paglia” non è sua ma una scelta condivisa con la compagna, guarda caso, una giapponese. Bartolomeo Coppola è partito come tanti altri, ha iniziato a costruire “la sua” di casa, a Conversano. Da qui, ha poi deciso d’intraprendere la strada verso la nuova professione. Coppola considera la paglia, “il mattone del futuro” e nell’Europa del Nord, le abitazioni in paglia hanno raggiunto livelli elevatissimi. Lui usa il “metodo Nebraska” per le sue costruzioni, lo ha importato dall’America perché questa zona con le sue immense coltivazioni di grano, produce un’enorme quantità di paglia. Ma questo sistema può tranquillamente essere adottato anche da noi. Le abitazioni in paglia corrispondono esattamente all’idea di un costruire ecocompatibile, con l’assenza di materiali tossici nella costruzione e vanno bene sia per le zone rurali, ma soprattutto nelle città superaffollate e ad alto tasso d’inquinamento.

© Riproduzione Riservata

Commenti