L’importanza delle elezioni regionali per Renzi – La festa nazionale del Partito democratico, dal 27 agosto al 7 settembre, si svolgerà a Bologna. Oltre i confronti tematici e programmatici, sarà l’occasione per discutere di un aspetto fondamentale per il panorama democratico. Si tratta delle caselle da occupare in vista delle elezioni regionali di fine anno e del 2015. Un passaggio elettorale rilevante per il governo Renzi, che in qualche modo darà un primo giudizio sul suo operato. Se, infatti, le elezioni europee sono state un’iniezione di fiducia da parte degli italiani verso il rottamatore, le prossime urne evidenzieranno un responso sull’esecutivo di larghe intese. Il Presidente del consiglio lo sa bene e punta a vincere. Per farlo prova a trovare una forte intesa con l’ampia area degli ex Democratici di sinistra. Per il premier niente di nuovo sotto il sole. L’ottimo rapporto con il Presidente del Pd, il bersaniano Orfini, dimostra come l’ascia di guerra nei confronti dell’universo ex Ds è stata sepolta da molto tempo.

L’intesa tra renziani e bersaniani nelle cinque regioni al voto – Semmai frizioni e profonde divergenze programmatiche esistono con la cosiddetta area Civati, che nell’ultimo periodo si è fatta sentire poco. Dal punto di vista numerico i civatiani non hanno alcun peso e così per Renzi è importante stringere alleanze con Bersani, Cuperlo e i suoi. I rapporti sono migliorati soprattutto dopo la prova di fedeltà in Senato per il primo via libera alla riforma costituzionale di Palazzo Madama. Così l’Emilia-Romagna, la Calabria, la Toscana, la Campania e la Puglia dovrebbero avere un candidato di centrosinistra che sarà il frutto di un’intesa tra il mondo renziano e quello bersaniano, primarie ed eventuali sorprese permettendo. Il primo segnale distensivo l’ha mandato lo stesso Renzi, che in Toscana ha dato il via libera alla riconferma del Presidente uscente Enrico Rossi. Un personaggio non particolarmente morbido nei confronti del premier e rappresentante dell’area di sinistra del Pd.

La questione calabrese legata a quella emiliana – La situazione è molto più delicata in Emilia-Romagna. Vasco Errani e Pierluigi Bersani insistono per candidare il sindaco di Imola, Daniele Manca. Un 45enne che in passato ha appoggiato la linea bersaniana e alle ultime primarie ha sostenuto Matteo Renzi. Forse lo stesso premier potrebbe farsi convincere da un’ipotesi simile. Sarebbe una soluzione di mediazione per impedire una guerra fratricida tra i renziani. Si, perché alle primarie emiliane potrebbero correre sia il segretario regionale Stefano Bonaccini (ex bersaniano e poi convertitosi al credo di Renzi) che il renziano della prima ora Matteo Richetti. La confusione regna sovrana anche in Calabria, dove i bersaniani vorrebbero le primarie e puntano su Mario Oliverio, ex parlamentare e presidente uscente della provincia di Cosenza, mentre i renziani hanno in Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo Calabro, il loro candidato. La questione calabrese, però, potrebbe essere legata a quella emiliana. Se in Emilia-Romagna dovesse passare la linea di mediazione di Bersani e Manca sarebbe il candidato per la regione, in Calabria Renzi pretenderebbe un suo esponente come guida del centrosinistra.

La certezza Emiliano in Puglia e la partita aperta in Campania – I tatticismi non ci sono in Puglia, dove Michele Emiliano sfiderà nelle primarie di coalizione del 30 novembre il senatore vendoliano Dario Stefano e l’assessore Pd Guglielmo Minervini. Mentre in Campania la lotta potrebbe essere generazionale. Ai nastri di partenza, anche se la data per le primarie non è stata ancora scelta, potrebbero esserci il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e l’europarlamentare Andrea Cozzolino. Ma occhio al nuovo che avanza e così Pina Picierno potrebbe essere l’asso nella manica di Matteo Renzi. Interessante, in territorio campano, anche la corsa per diventare sindaco di Napoli. De Magistris non dovrebbe ottenere alcun appoggio da Matteo Renzi e dal Pd e quindi la stessa Picierno, qualora non venisse candidata alla regione, potrebbe essere il punto di riferimento democratico nel capoluogo della Campania. Le trattative sono ormai iniziate e anche nella segreteria di via del Nazareno ci saranno delle novità con l’ingresso di tre giovani bersaniani e un cuperliano.

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