L’oasi dello Juventus stadium nel deserto del calcio italiano – Nella corsa alla Presidenza della Figc tra Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini, oltre alle polemiche ormai note, si è parlato anche della questione stadi. Un tema su cui il calcio italiano è indietro rispetto al resto d’Europa. A parte la struttura all’avanguardia dello Juventus stadium, infatti, quasi tutti i club italiani non possiedono un campo di proprietà e quindi non possono usufruire degli introiti che strutture del genere garantiscono. Un bel problema nel calcio contemporaneo, dove gli incassi sono legati in particolar modo a uno stadio funzionale. Sarebbe sufficiente fare l’esempio del Borussia Dortmund e del suo Signal Iduna Park. Uno dei tempi del calcio europeo, che fa registrare sempre il tutto esaurito. La passione dei tifosi e il fascino di una struttura costruita per far divertire sono un mix vincente e così trovare un biglietto a Dortmund, per vedere i giallo neri di Klopp, è impresa impossibile.

Il Colosseo 2.0 della Roma pronto nel 2017 – E’ ovvio come gli stadi sono un mezzo per aumentare gli incassi societari. Non serve certo un economista per capire la stretta relazione tra calcio e stadio. In Italia, tra problemi burocratici e solita mentalità nostrana, siamo rimasti il fanalino di coda del vecchio continente. Soltanto negli ultimi mesi alcune società, dopo la Juventus, hanno deciso di mettere su carta un progetto concreto per edificare la propria casa sportiva. Nelle ultime ore è toccato alla Roma. La società capitolina, tramite il Presidente James Pallotta, ha raggiunto l’accordo con il sindaco Ignazio Marino per la realizzazione di una stazione metro e altre strutture legate al progetto del nuovo stadio. Il Colosseo 2.0 dovrebbe essere pronto nel 2017, ma Pallotta spera che i lavori vengano ultimati un anno prima. Al di là delle differenze, però, non cambierà la sostanza e dopo la Juve ecco la Roma nel diventare proprietaria del proprio stadio. Un qualcosa, nell’immediato futuro, in grado di chiamare in causa anche le milanesi.

L’esempio dell’Amsterdam Arena – Una piccola accelerata in un momento dove le istituzioni del calcio azzurro sembrano divise e in difficoltà nel voltare pagina rispetto al recente passato. Eppure il lavoro da fare è tanto e non ci si deve sentire appagati per l’approvazione di un progetto dello stadio di una delle squadre più importanti della Serie A. In Olanda, per esempio, l’Amsterdam Arena è stata inaugurata nel 1996 ed è una delle strutture calcistiche più rilevanti d’Europa. In epoche non sospette è stato costruito in un area lontana dal centro della capitale olandese. E’ circondato da ampi spazi verdi e a ridosso dello stadio, oltre a vari pub e locali, ci sono negozi colorati di tutti i tipi come la Prenatal. Per non parlare dei collegamenti con i mezzi pubblici. All’uscita dello stadio si può trovare la stazione della metropolitana Bijlmer Arena che, anche tramite treni e bus, collega con facilità i tifosi al resto della città e ai suoi sobborghi. L’architettura dello stadio, inoltre, permette un grande coinvolgimento di tutti gli spettatori. Come è stato in campo, anche per quanto riguarda gli stadi l’Ajax può essere un esempio per diversi club italiani.

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