Le due velocità di Trenitalia. Frecce e trasporti regionali – Negli ultimi anni Trenitalia ha investito parecchio denaro nell’alta velocità. Le varie frecce sono diventate un vanto. Obiettivamente sono molto belle e permettono di spostarsi con grande facilità. Il problema, però, è che non sono presenti in tutta Italia. Al sud sono assenti e in Sicilia la rete ferroviaria non è così moderna da poter far correre sulle rotaie questi gioiellini della tecnologia. Quello dell’alta velocità è un settore su cui le ferrovie italiane hanno scommesso e hanno vinto. Ormai la competizione con gli aerei è all’ordine del giorno e soprattutto la crisi di Alitalia ha contribuito a far pendere la bilancia in favore del mezzo su rotaia. È qualcosa di cui andare fieri. Almeno in questo siamo sullo stesso piano con il resto d’Europa, però la situazione dei trasporti ferroviari non è tutta rose e fiori. I profondi limiti di questo settore si notano sui mezzi regionali. Spesso in ritardo, sporchi, mal funzionanti e lenti. Sono un simbolo della scarsa attenzione rivolta alle linee interne che, per condizione geografica, caratterizzano il nostro Paese.

I disagi della linea tra Napoli e Campobasso – Eppure sono sempre molto frequentate. I pendolari si spostano ogni giorno per recarsi a lavoro, per non parlare degli studenti e dei viaggiatori occasionali. Non c’è pericolo di soffrire di solitudine su questi treni regionali e gli incassi, considerato l’alto numero di passeggeri, sono cospicui. Nonostante ciò si viaggia, nella maggior parte dei casi, su mezzi antichi con motori diesel e relative marce. Spesso in estate l’aria condizionata non funziona e sedersi su quei sedili diventa impresa impossibile. Poi ci sono le condizioni del bagno che lasciano il tempo che trovano, anche per la scarsa educazione civica. Tutte queste caratteristiche le potrete incontrare sul regionale che parte da Napoli e arriva a Campobasso, il capoluogo del piccolo Molise. La partenza avviene quasi sempre sui binari dislocati nella zona meno curata della stazione centrale di Napoli (i primi binari). A volte il treno si guasta durante il tragitto e quando si giunge ad Isernia il capo treno è costretto a bagnare le vetture con la pompa dell’acqua, per far raffreddare il mezzo surriscaldato. Questo accade in estate, ma anche in inverno i ritardi non mancano.

Una condizione che si trascina da troppo tempo – Complici le condizioni meteorologiche, è da tenere in conto una mezz’ora di ritardo. Altro disagio è rappresentato dai vagoni messi a disposizione dei passeggeri. Spesso è soltanto uno e a volte sono due. Il binario, nella gran parte del tragitto, è unico e il treno deve anche fermarsi per concedere la precedenza. È una linea molto vecchia, ma Trenitalia e le Regioni attraversate da queste rotaie non sembrano interessate a modernizzarle. Durante le campagne elettorali le promesse si sprecano, ma dopo ogni parola viene posta nel dimenticatoio. Il risultato è che la linea Napoli-Campobasso è dimenticata da tutti. Tre ore di viaggio che spesso si trasformano in una via crucis. Il percorso è disseminato da passaggi a livello che non sono il massimo della sicurezza. È facile comprendere come i collegamenti con il Molise non sono semplici, ma se i pochi che ci sono si trovano in queste condizioni, raggiungere la verde regione diventa qualcosa di impossibile.

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[Trenitalia – Foto copertina di IKO / (CC) 2010]

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