Spesso nella stesura di un romanzo per garantire una veridicità e una fluidità del racconto che non dia al lettore esperto una sensazione di superficialità il primo passo è quello di creare una personalità ed un carattere ben definito per tutti i personaggi. Tra i lettori piú attenti ci sono sicuramente i ragazzi che sono tra i primi a rendersi conto dell’utilizzo di vecchi cliché o di personaggi buttati lì a caso. Spesso gli autori ne tratteggiano tutte le caratteristiche su pagine e pagine di fogli che alle volte non vengono neanche utilizzate. Si tratta però di un percorso utile nello svolgimento della stesura del romanzo, anche se rimangono solo sullo sfondo e nella mente dello scrittore e specialmente se si tratta di comparse di poca importanza, o che sono solo comprimari e non protagonisti. Ciò permette al romanziere che ha introitato e sedimentato il carattere di quel personaggio di trovare sempre il modo naturale di far agire o di far rispondere il personaggio in questione. O di farlo comportare in una maniera diversa, per varie ragioni. Ma sarà una maniera che il lettore riconoscerà come diversa proprio per la forte caratterizzazione che esisteva alla base. Certo non proprio tutti gli autori fanno così, e magari tanti lavorano con caratteri che sono più facilmente plasmabili, ma gli autori di testi fantastici, paradossalmente hanno il dovere di essere ancora più realistici nelle loro creazioni.

È molto probabile che la Rowling, la creatrice della saga infinita di Harry Potter, abbia lavorato molto in questa direzione, e ora che la saga è arrivata ad un finale, anche se proprio in questo caso non è mai detta l’ultima parola, per consolare le schiere infinite di fan, quasi presa da un senso di colpa nei confronti di una delle comprimarie più interessanti dal punto di vista delle potenzialità creative, è andata a ripescare Celestina Warbeck, la maga canterina, che nella saga era stata appena menzionata. La maga cantante è apparsa ora in un nuovo breve racconto per la saga del maghetto Harry Potter, pubblicato su Pottermore, sito unico e gratuito che offre un’entusiasmante esperienza online, costruita appositamente per continuare ad offrire ai lettori appassionati ancora dei racconti che si muovono nell’orbita del mago di Hogwarts. Che si tratti di ispirazione, del rimorso di una madre nei riguardi di una creatura artistica trascurata o del modo di sfruttare in maniera proficua alcune delle pagine usate per il suo lavoro, non potremo mai saperlo. In tutti i casi dal sito si evince che ad ispirare la figura della strega canterina sia stata la cantante britannica Dame Shirley Veronica Bassey , nata a Cardiff nel ’37.

Dalla cantante inglese la maga Celestina, a parte il nome derivato da un amico con il quale aveva lavorato da giovane presso la sede londinese di Amnesty International, ha preso la voce straordinaria che la accompagna fin da bambina. Voce che consente di avere una serie ininterrotta di concerti di successo, con un coro e uno stile veramente brillante. Come tutti gli artisti di successo la maga ha anche prestato il suo volto per delle buone cause, come la raccolta di fondi per un ospedale. La sua voce incantevole ha da sempre stregato gli ammiratori di tutte le età, tra cui soprattutto le persone anziane. Nel racconto viene messa in risalto proprio la biografia di Celestina, che appare decisamente moderna e realistica. La vita amorosa è abbastanza tormentata. Un primo matrimonio finito prestissimo, un matrimonio con il manager da cui ha un figlio, e un terzo con il proprio compositore .

Non c’è che dire. Veramente un lavoro realistico che non può che affascinare i lettori del mago di Hogwarts, che ormai come l’attore si aggirano sulla trentina. Come età, non certo come numero di lettori, perché è risaputo che con gli incassi della saga del maghetto la Rowling potrebbe anche non scrivere più. Vince la passione per il suo lavoro e vincono i legacci stretti nella quale l’autrice si è imprigionata. Come per certi attori, che a lungo hanno interpretato un personaggio, diventa quasi impossibile cambiare registro senza rischiare un insuccesso, così per lei pare essere diventato impossibile scrivere altre fantastiche avventure se non di cronache, storie e racconti che riguardano la saga di Harry Potter.

Pottermore è comunque una scatola magica, e non è detto che non sia la prima di una lunga serie, dentro la quale il tempo è immobile, esattamente come nella vita di tutti gli eroi dei fumetti, e ciò che scorre sono sempre e solo le vicende del nostro eroe o che lo riguardano molto da vicino. Chissà che non acquisti la forza di Topolino, per cui le storie possono essere scritte da tanti, e la Rowling non divenga una sorta di Disney.

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