Via libera delle Commissioni all’invio di armi in Iraq – Dopo le informative del Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, sulla necessità di inviare aiuti umanitari e armi leggere alla resistenza curda contro il fanatismo islamista dell’Isis, le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato hanno dato il via libera all’impegno del governo in Iraq. Una decisione molto importante e infatti, nonostante le ferie, gli esponenti politici erano presenti al gran completo. Mentre i Ministri sostenevano le ragioni della maggioranza dell’esecutivo di aiutare militarmente le istituzioni irachene contro l’avanzare dell’ombra del Califfato, il premier Matteo Renzi era in Iraq a incontrare le istituzioni del Paese e ha ricordato l’importanza per l’Europa e l’Italia di difendere l’integrità della regione: “L’Europa in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa, perché chi pensa che l’Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre”.

Mitragliatrici e razzi anticarro arriveranno in Iraq tramite aerei e navi – Parole che si collegano al pensiero del Ministro Mogherini, la quale ha ricordato come il movimento terrorista è “una minaccia per l’Europa e il mondo intero”. L’interesse italiano ed europeo è quello di stabilizzare la zona e non certo favorire la nascita di uno Stato curdo indipendente. Su questo punto si è soffermato anche il Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che nello stesso tempo ha ribadito la volontà della Germania di inviare armi ai curdi iracheni nel giro di pochi giorni. Dal nostro Paese, come ha affermato il Ministro Roberta Pinotti, verranno inviate armi leggere e munizioni appartenenti all’ex Urss. Si tratta, per la precisione, di mitragliatrici e razzi anticarro e arriveranno in Iraq tramite aerei e navi. Il percorso più sicuro è già stato pianificato dagli esperti del Ministero della Difesa. È questa, dunque, la risposta dell’Italia alle parole del Presidente americano, Barack Obama, il quale ha invitato ad “uno sforzo comune per estirpare questo cancro, una cooperazione mondiale per fermare l’Isis. Non c’è posto – ha continuato il leader Usa – per l’Isis nel XXI secolo”.

Per il M5s non si tratta ancora di genocidio e si dovrebbe dialogare con l’Isis – Queste dichiarazioni non hanno fatto breccia in tutta la classe politica italiana, perché il Movimento cinque stelle e Sinistra ecologia e libertà hanno espresso la loro contrarietà nell’inviare armi ai curdi iracheni. I grillini, dopo le giustificazioni di Di Battista sulle azioni dei terroristi, avanzano l’ipotesi singolare di dialogare con l’Isis. Sul blog di Beppe Grillo si appoggia questa teoria: “Occorre aprire un confronto con i terroristi (l’Isis) capendone la logica politica ed aprendo un confronto con essi”. Gli stellati vorrebbero dare autorevolezza a degli assassini e avrebbero intenzione di sedersi ad un tavolo per “capire la loro logica”? E qual è la visione politica di chi sta mettendo in atto un genocidio nei confronti dei cristiani e delle altre minoranze irachene? Già, genocidio. Per il M5s non si può chiamarlo così. Dal punto di vista di Aldo Giannuli, storico e nuovo punto di riferimento per i grillini, “i numeri non sono – ancora – quelli di un genocidio”. Oltre a Giannuli, che chiama ancora Urss l’attuale Russia, anche Sel si è opposta all’invio di materiale bellico in territorio iracheno. Il partito di Vendola condanna “le persecuzioni ed atrocità commesse dai miliziani Isis verso le popolazioni civili” e vorrebbe soltanto la creazione di corridoi umanitari e la presenza di un contingente Onu nel Paese.

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