È venuta fuori la notizia, che all’inizio del mese di luglio, il Pentagono aveva dato l’autorizzazione ad un’operazione per liberare il giornalista, James Foley, decapitato da un militante dell’Isis e visto da tutto il mondo perché l’esecuzione è stata ripresa in un video, diffuso sulla rete. Il bltz americano, doveva servire per liberare il giornalista Foley il collega Joel Sotloff, insieme ad altri ostaggi americani, ma il tentativo è fallito perché il presunto luogo di detenzione, è stato trovato vuoto. Dunque, non è vero che gli Stati Uniti, sarebbero intervenuti in Iraq solo con i raid aerei ma la presenza di operazioni militari, è antecedente ed è avvenuta in Siria con il tentativo di liberazione degli ostaggi. Questo è stato dichiarato ufficialmente, da Caitlin Hayden, Portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca. Il governo “non aveva alcuna intenzione di renderla nota” per non mettere a repentaglio la sicurezza degli ostaggi. Tuttavia, la scelta di dare comunicazione del fallito tentativo di liberazione, è stata resa necessaria perché i media oramai erano pronti a diffondere comunque l’informazione, segno che il segreto era stato violato.

La barbara decapitazione, diffusa via video, del giornalista James Foley ha innescato un altro meccanismo nelle operazioni condotte dagli Stati Uniti. Qui non è solo in gioco la protezione delle minoranze e l’uso delle armi chimiche in Siria; il centro della questione è diventata la sfida lanciata all’America e ad Obama dall’Isis. Ora, è chiaro a tutti: anche gli Stati Uniti sono in guerra contro gli jihadisti perché l’uccisione di Foley ha colpito il cuore del patriottismo americano, che non può stare a guardare, mentre i suoi cittadini vengono assassinati. La famiglia di Foley è stata ricevuta dal Presidente Obama, che deve loro delle risposte concrete, così come le deve a tutti i cittadini americani. Sebbene la madre di Foley, dopo aver ringraziato il Presidente, abbia ancora una volta evidenziato il fatto, che come madre, spera che vi sia una reale via d’uscita per gli ostaggi ancora in mano all’Isis e che “si debbano trovare anche altre vie per liberarli”.

Frattanto, una nuova “patata bollente” è finita nelle mani della comunità internazionale perché da quanto riportato dall’edizione online di The Guardian, il carnefice che ha decapitato Foley, sarebbe un cittadino britannico, un londinese, a capo di una “cellula di 4 combattenti inglesi che operano in Siria ed Iraq” e tengono degli ostaggi a Raqqa. David Cameron, il Premier britannico, dopo aver ricevuto la scioccante notizia, ha dichiarato che l’intelligence inglese è impegnata nell’analisi delle immagini video per riuscire a far luce sull’intera vicenda e ha detto: “Non abbiamo ancora identificato il responsabile, l’individuo che appare nel video, ma dagli elementi che abbiamo potrebbe essere un cittadino britannico”. Cameron ha anche dovuto confermare il fatto che il numero dei militanti islamici stranieri, partiti per andare in Siria ad unirsi con gli estremisti, sono oltre 3 mila. E il numero complessivo “dei combattenti dello Stato islamico” in Iraq e Siria sarebbe “superiore alle 10 mila unità nei due paesi”. E si faccia presente che non si tratta solamente di uomini ma di donne, che vengono reclutate nei paesi occidentali, tra cui figura appunto l’Inghilterra ma anche la Francia e altri paesi europei, che sono disposte a scappare pur di recarsi nei paesi sotto il controllo dell’Isis, per andare in spose ai jiahidisti e immolarsi per la causa del grande Stato Islamico.

The Guardian ha inoltre, pubblicato un’altra informazione, ovvero che di recente, i militanti dell’Isis hanno preso altri 4 ostaggi tra Aleppo e Idlib. Un danese, un giapponese e anche due donne italiane. Il giornale non fa nomi né cita le fonti, ma il numero degli ostaggi stranieri in mano agli estremisti, salirebbe a 20 persone tenute in prigionia. Quindi l’idea, che le due italiane possano essere, le due cooperanti italiane,  Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, che a luglio sono state rapite ad Aleppo, in Siria, non appare infondata. Il quotidiano riporta persino l’informazione che gli ostaggi dopo il sequestro, sarebbero stati trasferiti a Raqqa, roccaforte dell’Isis a nord della Siria ma non fornisce  ulteriori indicazioni.

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[In foto Greta Ramelli e Vanessa Marzullo durante una manifestazione per la Pace]

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