Così attento alla Striscia di Gaza e distratto sull’Iraq – La situazione in Iraq, come documentato anche dalla sezione esteri di Blogtaormina, è degenerata. Massacri e atti violenti sono all’ordine del giorno. Stiamo assistendo alle mire espansionistiche dei fondamentalisti islamici dell’Isis e al loro obiettivo di creare un Califfato che includerebbe, addirittura, una parte dell’Europa. È ovvio come quest’ultimo disegno non preoccupa più di tanto, ma è inquietante assistere ad un vero e proprio genocidio, a delle conversioni forzate che sembravano non avere posto nel nuovo secolo. Invece ricompaiono come fantasmi e fanno venire i brividi. Il Vaticano e Papa Francesco hanno posto l’attenzione su questa tragedia ormai da diverse settimane, mentre la stessa indignazione non si è levata in te, caro amico pacifista, che nell’ultimo periodo ti eri dimostrato interessato alla questione altrettanto critica nella Striscia di Gaza. Nulla di male, sia chiaro. È lecito protestare contro le decisioni dell’attuale governo israeliano e mettere in dubbio l’azione bellica. Però le tue accuse non sono rivolte contro il governo Netanyahu, ma nei confronti dello Stato d’Israele e dell’ebreo in quanto tale espressione, secondo la visione particolare del tuo umanesimo, del capitalismo duro e puro. In questo contesto prendere le difese dei palestinesi, sembra una sorta di strumentalizzazione della loro situazione.

Non trovano un posticino nella tua coscienza anche questi morti? – Caro amico pacifista, perché non ti sei indignato quando i tre ragazzi israeliani sono stati rapiti e uccisi? Dov’erano le tue mani dipinte di vernice rossa? Perché sui social network non sostituivi la foto del profilo con le frasi che oggi ti caratterizzano? Ad essere maliziosi, amico mio, c’è da pensare che dal tuo punto di vista esistono morti di Serie A e morti di Serie B. Ma lasciamo perdere la questione israelo-palestinese, che la vivi con un’enfasi eccessiva. Parliamo di quello che sta accadendo in Iraq. Donne violentate, uccise e sottoposte a pratiche medievali. Centinaia di migliaia di persone costrette a fuggire, molti vengono torturati, crocifissi, sepolti vivi. La mano nera dell’Isis firma queste stragi. Tutto questo non è degno del tuo interesse? Non trovano un posticino nella tua coscienza anche questi morti? Purtroppo nessun flash mob o manifestazione è stata organizzata per i morti iracheni. La domanda è sempre la stessa, caro amico pacifista, perché?

Caro amico, non fare brutte figure e abbassa questo muro – La risposta, con un pizzico di presunzione, credo di averla. Dietro questi punti interrogativi c’è l’ideologismo o quello che ne rimane. Come potrebbe spiegarsi in altro modo la vignetta odierna del quotidiano comunista “Il Manifesto”? Un insulto alla memoria del reporter americano decapitato, un ostinarsi a voler leggere la politica estera con gli occhiali vintage del Novecento. Il rischio, caro amico pacifista, è di fare brutte figure. Se in Italia ti schieri per il diritto allo studio, per l’uguaglianza tra i sessi e contro le discriminazioni rivolte agli omosessuali, fuori dai confini italiani parteggi per chi impicca ai pali i gay, per chi pratica l’orrenda pratica dell’infibulazione alle donne, per chi tratta il gentil sesso al pari di un soprammobile. Non ti indigni per i morti della Siria, dell’Iraq e per i razzi di Hamas nella parte meridionale di Israele. Nessuna flottiglia benedetta da un sindaco partenopeo lascia i porti italiani per parlare di pace in Medio Oriente. Nessun vignettista militante e spesso in televisione alza la voce contro l’Isis. Caro amico pacifista, come fai in un mondo globalizzato ad alzare questi muri?

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