Rincari sensibili, ma costanti – Come sempre, dopo aver trascorso il ferragosto, le famiglie italiane iniziano a pensare al nuovo anno scolastico che dovranno affrontare i loro figli. Anche se in questi giorni qualche fantasioso albergatore ha chiesto un rinvio per riaprire le scuole e prolungare le vacanze, a causa del maltempo, il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha fatto sapere che le lezioni inizieranno come da programma. Allora è il momento giusto, per gli italiani, di fare i conti e programmare i nuovi acquisti tra libri e corredo scolastico. Però le famiglie dovranno tenere in considerazione rincari sempre più consistenti. A svelarlo è stata un’indagine di Federconsumatori, che calcola aumenti dell’1,6% per i libri e dell’1,4% per il kit scuola. Un incremento sensibile, ma in tempi di crisi economica e considerando come questo trend non sembra invertire la sua tendenza ormai da diversi anni, sono numeri che pesano sulle tasche dei cittadini.

Il peso economico dei libri e i soliti giochetti delle nuove edizioni – L’indagine dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori rivela come “la spesa per il corredo scolastico passerà da 499,50 euro dello scorso anno ai ben 506,50 euro di quest’anno. Ad aumentare in misura maggiore sono soprattutto i prezzi degli astucci pieni e dei diari. Più contenuti, ma pur sempre in aumento, i costi degli zaini”. Nonostante ciò il peso maggiore sui portafogli italiani rimarrà quello dei libri, i quali incideranno particolarmente per gli iscritti al primo anno di una scuola media o superiore. A poco serviranno i classici mercatini della vendita di testi di seconda mano. Secondo la Federconsumatori, infatti, per acquistare i libri e due dizionari la spesa sarà di 529,50 euro a testa, con un aumento dell’1,6% rispetto all’ultimo anno. Numeri che confermano un vero e proprio giro di affari della case editrici per vendere più copie. Il giochetto è sempre lo stesso. Mettere in commercio una nuova edizione che di innovativo, rispetto a quella dell’anno precedente, ha ben poco. Solo qualche particolarità grafica o approfondimenti di poco conto.

Addio diritto all’istruzione – Aspetti relativi, ma che obbligano il cittadino a dover acquistare il libro richiesto dal professore. Una furbizia insopportabile per le famiglie italiane sia sotto il profilo economico che morale. Una presa in giro alla quale occorrerebbe trovare delle soluzioni concrete. Invece tutto tace e così chi ha una ragazza o un ragazzo che dovrà affrontare il primo liceo, si troverà a spendere per i libri di testo e quattro dizionari 799 euro (+1,5% rispetto allo scorso anno) e a questi vanno aggiunti 506,50 euro per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.305,50 euro. Cifre assurde e così il diritto allo studio diventa soltanto un concetto privo di contenuto. Tanto il Ministero quanto gli Enti locali dovrebbero intervenire e un rimedio potrebbe essere quello di incentivare al massimo l’editoria elettronica e nello stesso tempo potenziare i prestiti delle singole scuole agli studenti. I progetti del governo di larghe intese sull’istruzione non possono non trattare un problema del genere, che ogni anno si ripresenta nella sua gravità.

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