Renzi in Iraq per aiuti umanitari e soprattutto militari – Le parole di Papa Francesco sul massacro dei cristiani e delle altre minoranze in Iraq da parte degli islamisti dell’Isis non hanno lasciato indifferente Matteo Renzi. Il premier italiano segue una vicenda molto delicata e per rendersi conto della situazione oggi sarà a Baghdad e poi ad Erbil, Kurdistan iracheno, dove nei giorni scorsi sono arrivati i primi voli umanitari inviati dal governo italiano. L’interesse del Presidente del consiglio è che gli aiuti siano giunti a destinazione senza problemi, ma il segretario del Partito democratico dovrebbe visitare anche un campo profughi e vorrà monitorare con i propri occhi la necessità di inviare aiuti militari ai curdi. Proprio oggi il Parlamento italiano voterà a favore o contro l’invio di armamenti nella regione mediorientale e mentre a Roma i Ministri Mogherini e Pinotti dovranno far valere le ragioni del governo, il premier incontrerà il presidente iracheno Fuad Masum, il premier al-Abadi, il premier uscente Nuri al-Maliki e il presidente del Governo regionale del Kurdistan iracheno Masud Barzani.

Servono decisioni efficaci – Proprio dopo la barbara uccisione del reporter americano da parte dell’Isis, la visita di Renzi non è simbolica. Il mondo occidentale non può rimanere a guardare e soprattutto l’Europa deve svegliarsi da quell’indifferenza al mondo che la caratterizza da troppo tempo. Anche per ragioni geografiche, infatti, la questione Iraq tocca da vicino il vecchio continente. Matteo Renzi lo sa bene e il suo compito, alla guida del semestre europeo, è quello di prendere decisioni efficaci in merito e sollecitare le istituzioni di Bruxelles. Su altri fronti, come quello ucraino, la scelta di sanzionare la Russia si è dimostrata inefficace dal punto di vista militare e un boomerang economico sull’Europa. È sufficiente scorgere le perdite nell’esportazione alimentare dell’Italia verso Mosca e nella flessione del pil tedesco. Anche se sotto un altro punto di vista, i semplici aiuti umanitari alle popolazioni colpite dalla brutalità dell’Isis potrebbero non bastare. Sarebbero fini a se stessi, una sorta di volersi lavare la propria coscienza. Per questo, secondo Renzi, occorre supportare il tutto con l’invio di materiale bellico.

Non si può rimanere immobili in uno scenario in evoluzione – Papa Francesco sostiene che siamo in una sorta di “Terza Guerra Mondiale a pezzi”. Forse sono parole esagerate, ma sicuramente lo scenario internazionale è in evoluzione. Cambia con rapidità e rimanere immobili e insicuri di fronte al panorama mondiale può nuocere gravemente all’Italia e all’Unione europea. Le mire espansionistiche dell’Isis sono sin troppo chiare. Rimandare il problema con toppe incerte e precarie, rischia di far aggravare la situazione. I fanatici islamisti, infatti, avrebbero il tempo necessario per organizzarsi e rinforzarsi. Al momento l’Italia sta vagliando diverse opzioni (aeree o via mare) per inviare aiuti militari. Non si vuole intervenire direttamente in guerra, ma si armano i curdi per contrattaccare e difendere l’Iraq e quindi il mondo occidentale dall’avanzata dell’Isis. Forse servirebbe più coraggio, mettersi in prima fila e dire alla luce del sole che la conquista di buona parte del Medio Oriente da parte dell’Isis è una minaccia all’esistenza e alla pace dell’Europa. Qualcosa da prevenire, altrimenti la cura potrebbe essere dolorosa.

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