Arte e cultura, tra crolli e restauri si aggirano ancora i soliti ignoti

Non tutto va benissimo nello stivale, ma di fondo non ci si può lamentare. L’ estate è arrivata con un poco di ritardo ma a quanto pare adesso dovrebbe prolungarsi più del solito, al punto che qualcuno aveva pensato di rinviare l’inizio dell’anno scolastico per prolungare l’attività turistica nella speranza di far recuperare alle aziende del settore. La Giannini, il ministro dell’istruzione, ha decisamente tolto le speranze dicendo che non si può curare un male con una cura che potrebbe causarne altri, con chiari riferimenti alle problematiche che incontrerebbero le famiglie. Un altro ministro, Franceschini, invece tra alti e bassi, tra crolli e restauri, porta avanti il suo programma che prova a restituire al paese un grado di maggior credibilità riguardo i suoi gioielli.

L’apertura dei musei e dei siti archeologici durante il ferragosto ha riscosso notevole successo, e Pompei nonostante crolli ha fatto un pieno e il giorno dell’Assunta. Pare salire piano piano la consapevolezza che il patrimonio artistico e culturale possa contribuire al risanamento generale. Renato Brunetta, presidente della Fondazione Ravello, che ha ricevuto il finanziamento per oltre tre milioni di euro per il restauro di Villa Rufolo, afferma con serenità che: “le opere di manutenzione e restauro, finalizzate a restituire Villa Rufolo all’antico splendore, rappresentano un investimento significativo e duraturo per il futuro culturale, sociale ed economico del territorio e della collettività”.

Che l’Italia sia uno dei paesi più ricchi del mondo dal punto di vista artistico ormai è cosa risaputa, figuriamoci se non ne erano a conoscenza anche i ladri. In questi giorni la televisione ripropone le gesta in pellicola de “I soliti ignoti”, splendidamente immortalati dal grande Monicelli, i quali si aggiravano notturni per commettere furti. Con meno romanticismo e maggiore perizia i soliti ignoti contemporanei oggi ripetono le loro gesta incrementando i casi di quella che sembra essere diventata una moda estiva, il furto di reperti e opere d’arte. Qualche tempo fa un furbo turista fu sorpreso a sottrarre dei pezzi dagli scavi di Pompei. Pochi giorni fa una tela di grande valore del Guercino è stata rubata a Modena dalla chiesa di San Vincenzo in corso Casalgrande. L’opera su tela era “La Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo”. Non vi erano antifurti particolari, per cui la sottrazione è stata relativamente facile, e ora le indagini sono affidate alle poche immagini che proveranno a individuare un furgone che dovrebbe aver trasportato l’opera di grandi dimensioni.

La banda dei soliti ignoti si aggira nel modenese consapevole del fatto che non esistono grandi sistemi di protezione. Sventolando il caduceo, l’ermetico e fuggevole Mercurio protettore di viandanti, vagabondi e ladri ringrazierebbe a piene mani, perché erano conservate in un casale di campagna le due opere rubate sempre vicino Modena, a Baggiovara. Il facoltoso ma ingenuo modenese pare avesse anche fatto visionare a diverse persone quelle opere che voleva vendere e che aveva pubblicizzato sul web. Come tante opere sottratte nel passato sarà difficile recuperarle, anche se le nuove tecnologie hanno permesso una facilità di riproduzione e diffusione fotografica, che rende piú agevole il riconoscimento da parte di tutti.

Una cosa è certa, con le opere d’arte e di cultura, anche se alle volte in maniera riprovevole, di sicuro si può mangiare.

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