A settembre la scuola cambia

La scuola italiana non ha pace. Ogni Ministro dell’istruzione da quando ho memoria ha voluto apportare nel tanto martoriato mondo dell’istruzione pubblica una riforma, piccola o grande, giusta o sbagliata che essa sia. Non da meno la Ministra Stefania Giannini che sta mettendo in cantiere per il nuovo anno scolastico alcune novità dall’insegnamento della programmazione informatica sin dalle primarie, al potenziamento di alcune materie come inglese, musica e storia dell’arte, sino allo sviluppo di percorsi in grado di creare un legame profondo e concreto tra il mondo dello studio e quello del lavoro. Fin qui nulla di male anzi recuperare gli insegnamenti di geografia, musica e storia dell’arte, materie messe in ombra dal riordino della Ministra Gelmini ci sembra cosa giusta.

La geografia dovrebbe essere ripristinata per il primo e secondo anno in tutti gli istituti tecnici e professionali con un’ora settimanale. Così come dovrebbe essere potenziato l’insegnamento di musica e della storia dell’arte. Come cosa assai interessante ci appare l’insegnamento di una materia in lingua straniera nel corso di tutto l’ultimo anno della scuola superiore secondaria, materia che sarà oggetto poi di discussione alla maturità. Poco chiara però ci appare la programmazione dell’informatica nelle scuole: strumenti come tablet, lavagne multimediali e proiettori interattivi sono in dotazione solo nel 32% di scuole italiane e poiché ormai rischiano di non essere più al passo con le nuove tecnologie il Governo ha deciso di non stanziare più finanziamenti per l’acquisto di tali strumenti ma di investire solo sulla connessione internet veloce. Anche in questo caso sono solo 973 le scuole che hanno partecipato al bando per attivare una rete wireless per un totale di quasi quattro milioni di euro in due anni tra il 2013 e 2014. Come dire alcune scuole hanno la connessione altre no, alcune scuole hanno strumenti tecnologicamente all’avanguardia, altre li hanno obsoleti, altre ancora non hanno proprio nulla.

La mancanza di fondi mette in discussione anche l’apertura pomeridiana delle scuole. La sperimentazione già in corso in alcune scuole prevede un programma di didattica integrativa che contempla il rafforzamento delle competenze di base e di metodi didattici individuali e il prolungamento dell’orario per gruppi di alunni nelle realtà in cui è maggiormente presente il fenomeno dell’abbandono e dell’evasione dell’obbligo e all’integrazione degli alunni stranieri. Ulteriore sperequazione che certamente penalizzerà molte scuole del Meridione che continueranno a rimanere aperte solo di mattina.

Interessante invece appare l’esigenza di stabilizzare oltre 26 mila docenti di sostegno nel triennio 2013-2015. Fino ad oggi ne sono stati assunti 4.447 e per quest’anno dovrebbero esserne ammessi oltre 13 mila, secondo le cifre riportate alcuni giorni fa dal Corriere della Sera. Da settembre poi entrerà in vigore il nuovo sistema di valutazione nazionale, approvato nel 2013 e volto a completare il ruolo attualmente svolto dall’Invalsi, il cosiddetto “quizzone” per gli studenti.

Il nuovo strumento servirà a ogni scuola per segnalare le debolezze e i punti di forza riscontrati all’interno dell’istituto. Sempre da settembre andrà definitivamente nel dimenticatoio il ginnasio anche il liceo classico infatti diventerà come tutti gli altri licei formato cioè da un semplice biennio e triennio. Per quanto riguarda invece l’edilizia scolastica, che ci interessa in primis secondo le stime calcolate dal Corriere della Sera, il provvedimento da oltre un miliardo di euro annunciato da Renzi dovrebbe coinvolgere oltre 21 mila edifici e far sì che entro l’anno scolastico 2015 / 2016 almeno una scuola su due sia più sicura e più nuova.

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