Quelle parole indirizzate a Balotelli – “Nessuno verrà convocato a prescindere, chiunque dovrà guadagnarsi questa maglia, in campo e fuori. Sappiate che ad un buon calciatore io preferisco sempre un grande uomo. Vorrei che i calciatori tornassero ad avere l’ansia di essere convocati, quella che avevo io, perché qui non si darà per scontato niente a nessuno”. È questo il passaggio più importante della conferenza stampa di Antonio Conte che, ufficialmente, è diventato allenatore della nazionale italiana di calcio. Parole in grado di ricollegarsi con quella tirata di orecchie che Gianluigi Buffon e Daniele De Rossi fecero alle giovani leve azzurre dopo la prematura eliminazione dell’Italia nei mondiali brasiliani. Dichiarazioni che indirettamente non possono non coinvolgere Mario Balotelli. L’attaccante del Milan, stando a simili affermazioni, non avrà vita facile in nazionale. Probabilmente rischierà anche di non essere convocato. Quando Conte afferma la necessità di “meritarsi la maglia dentro e fuori il campo”, è un chiaro riferimento agli atteggiamenti della punta rossonera e di chi ha assunto simili atteggiamenti con la maglia dell’Italia.

I dubbi caratteriali e tecnici su Balotelli – Per non parlare di quando Antonio Conte sostiene di preferire in primis un grande uomo ad un campione. È innegabile che il pensiero di tutti vada a Mario Balotelli. Del resto, come detto in queste settimane su Blogtaormina, l’ex allenatore della Juventus non vede di buon occhio il giovane attaccante milanista. E il problema non è soltanto caratteriale. C’è anche la questione tecnica. Se la nazionale dovesse intraprendere la strada della formazione guidata da Conte negli ultimi tre anni, con quel calcio totale in grado di mettere in difficoltà la figura dell’attaccante classico, allora il futuro di Balotelli in nazionale sarà più sbiadito che mai. Il c.t. pugliese ha dimostrato, in questi anni, di preferire nel reparto offensivo gente come Tevez, ovvero in grado di muoversi con sacrificio in tutte le zone del campo. Difficilmente Balotelli potrebbe svolgere la stessa funzione e allora una sua convocazione diventerà improbabile. Certo, non impossibile. La porta di Conte non sembra chiusa a nessuno e contro l’Olanda, salvo sorprese, Balotelli dovrebbe indossare di nuovo l’azzurro.

Dal “codice contiano” al rapporto con i club – La nazionale, però, non è soltanto Balotelli. Conte, tramite le domande dei giornalisti in conferenza stampa, ha affrontato diverse tematiche. Ha detto che il codice etico continuerà ad esistere, seppur le decisioni verranno prese da lui e tutto dipenderà dai vari casi che si presenteranno di volta in volta. Quindi, in nome del suo ego, l’allenatore rivisiterà le norme in una sorta di “codice contiano”. Il neo c.t. promette impegno, entusiasmo ed è pronto a trasformare la nazionale in una squadra. Solo così, secondo lui, potrà essere colmato il gap con le altre formazioni. Sta di fatto che in poco tempo Antonio Conte si è trovato dall’altro lato della barricata. Se fino a giugno difendeva gli interessi della Juventus e ogni tanto si infastidiva per stage e convocazioni di Cesare Prandelli, adesso, ironia della sorte, si troverà a prendere le difese di questi metodi. Non sarà facile cambiare mentalità, soprattutto in un calcio contemporaneo caratterizzato da tanti impegni tra campionato e coppe europee. Conte lo sa bene, ma nello stesso tempo vuole giocarsi le sue carte con l’Italia e provare a vincere.

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