Ci piace informare sulle eccellenze del nostro Paese, e non soltanto parlare delle cose che non vanno, e ci piace farlo quando i nostri ingegni, tirano fuori dal cappello a cilindro delle idee, innovazioni che cambiano il corso della storia e vengono applicate per migliorare la qualità della vita, di ciascuno di noi.

Il chimico italiano Luigi Cassar, l’inventore del cemento mangia-smog che è stato brevettato da Italcementi, è stato, recentemente tra i finalisti, per ricevere l’Oscar dell’innovazione tecnologica 2014, l’ European Inventor Award, premio organizzato dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (Epo) di Berlino, che assegna il riconoscimento “a personalità di spicco in ambito economico e scientifico”. L’Italia con l’azienda Italcementi di Bergamo, era l’unica italiana, tra i primi tre finalisti. L’applicazione del “cemento mangia-smog”, si avrà anche al Padiglione Italia dell’Expo di Milano, nel 2015.

Questo sorprendente prodotto, ha al suo interno uno speciale principio attivo, che può ridurre l’inquinamento atmosferico; al cemento sono state aggiunte “sostanze fotocatalitiche che al contatto con la luce, riducono la quantità di ossido di azoto nell’aria, favorendo una rapida decomposizione degli agenti inquinanti”; da qui anche il nome di cemento biodinamico. Il tipo di materiale è composto per l’80% di materiali riciclati, è molto fluido, dinamico e può assumere forme tra le più svariate. Anche i tedeschi di Heidelberg Cement Group hanno visto nel cemento biodinamico un punto d’innovazione così alto che hanno chiesto agli italiani, la licenza per metterlo in produzione dietro congruo pagamento delle royalties.

Luigi Cassar ha condotto studi approfonditi sull’impatto ecologico che l’uso di questo cemento avrebbe ed ha rilevato “che se il 15% delle città fossero coperte con le pellicole di calcestruzzo biologico, l’inquinamento si ridurrebbe del 50%”. Questo tipo di cemento, che utilizza, appunto, l’ossido di titanio, resta bianco, brillante all’esposizione con la luce, e riesce a ridurre l’ossido di azoto, la formaldeide e l’anidride carbonica sulla superficie. Le ricerche sono andate avanti con la collaborazione dell’università di Ferrara, il Cnr e il Centro di Ricerche della Comunità Europea di Ispra, che hanno dimostrato, come il cemento biodinamico, sia un formidabile mangia-smog e riesca “ad assorbire ed eliminare naturalmente smog, vernici e spray”. Il cemento biodinamico è in commercio dal 2006 con il nome di TX Active ed è considerato un valido antidoto all’inquinamento, ma gli studi di Cassar risalgono al 1991, quando è entrato a lavorare alla Italcementi.

Interessante anche che l’architetto americano Richard Meier, abbia, da molto tempo, decretato “il cemento autopulente” il suo “materiale-simbolo” perché il fatto che il bianco resti tale e brillante, glielo ha fatto mettere in cima alla classifica dei materiali usati nella realizzazione dei progetti. L’esempio che ha fatto storia, è la Chiesa Dives in Misericordia a Roma (foto in copertina), dove nel 1996, è stato usato il cemento mangia-smog. Costruita da Meier per il Giubileo, è divenuta “il banco di prova riuscito” con le sue tre grandi vele bianche in cemento

Il meccanismo che si genera tramite la “fotocalisi” è una reazione fotochimica, che viene generata dal biossido di titanio contenuto nella malta. La luce solare o artificiale, scatena la reazione quando viene assorbita dal biossido di titanio, e questo a sua volta attiva le molecole di ossigeno presenti nell’aria; l’ossigeno opera sui contaminanti, scomponendoli e trasformandoli in nitrati e carbonati, che si lavano via da soli con la pioggia.

Il cemento biodinamico, è dunque antibatterico e anti-inquinante, ne basta uno strato sottile, che oggi viene impiegato anche per pavimentare le strade. “Posato come un sottile strato di malta sul bitume”, riesce a neutralizzare gli scarichi delle auto e molte città in Giappone, Olanda e in Italia, capofila Milano, stanno prevedendo interventi nelle aree a più alto rischio d’inquinamento. Per restituire alle città il senso di decoro urbano, dato che le superfici trattate restano pulite e prive di macchie. E fatto, non marginale, le avvicina allo stile di vita “eco e bio”.

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