Negli ultimi giorni un argomento che spesso viene anche ripreso dagli organi di stampa è quello delle presenze turistico-alberghiere nel comprensorio Taorminese. Si parla di circa settemila posti letto fra Taormina, Castelmola e Letojanni e cinquemila a Giardini-Naxos. Sovente si parla di “boom o di tutto esaurito”, ma è davvero cosi?

Certamente, ad un primo sguardo e a giudicare dalle persone che affollano le spiagge e il Corso Umberto sembrerebbe proprio di si, ma se poi si analizzano con attenzione i numeri degli alberghi e delle strutture turistico-ricettive, si noterà che non solo nel mese di luglio vi è stata una forte flessione, in molte di esse, rispetto agli anni passati, ma che anche nel periodo a cavallo di Ferragosto vi erano molte stanze sfitte. Ciò va sicuramente addebitato alla congiuntura internazionale, quale ad esempio la crisi in Crimea, che sta portando via dall’Italia una buona fetta di clienti a “5 stelle” provenienti dalla Russia, per via pure di una errata politica estera, sempre ammesso che negli ultimi tempi l’Italia abbia avuto una politica estera!

Per quel che riguarda il mercato interno, la flessione è ovviamente dovuta alla nota situazione economica che sta davvero mettendo in ginocchio l’economia della maggioranza delle famiglie italiane. Se da un lato la particolare attività eruttiva dei nostri vulcani, nelle ultime settimane, ci ha dato “una mano”, non ci si può tuttavia “trastullare” quando si opera sul mercato turistico internazionale e bisogna necessariamente confrontarsi con ciò che viene offerto in altri Paesi. Proprio osservando ciò ci rendiamo immediatamente conto che per incentivare la nostra offerta turistica sui mercati internazionali poco o nulla è stato fatto negli ultimi anni e ci si è cullati sugli allori di una Taormina che “non c’è più”, applicando alla lettera il vecchio detto siciliano “a fatti a nomina e cucchiti”!

Oggigiorno ci rendiamo immediatamente conto che non è più assolutamente concepibile confrontarsi con altre destinazioni applicando questa “filosofia”. Taormina probabilmente ancora non ha deciso cosa “fare da grande”. Già perché dopo gli anni d’oro non ci si è organizzati per essere competitivi e concorrenziali né per il turismo di massa né tantomeno per quello di lusso. Ovviamente la Perla per la sua storia e per l’invidiabile posizione geografica è più adatta al turismo a “5 stelle”, ciò non toglie che però in tutti questi anni non si è mai dotata di tutte quelle infrastrutture che questo tipo di turismo richiede, dall’eliporto al porticciolo turistico passando ovviamente per tutte quelle attenzioni piccole o grandi nei confronti degli ospiti che rendono una località “unica e magica”. Credo sia arrivata l’ora di svegliarci e di non piangerci più addosso, prima che sia troppo tardi!

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[Foto in copertina di Andrea Jakomin]

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