Ucraina, Russia e Unione Europea. Un confronto che ha pochi punti d'incontro

La Russia, l’ha fatto di nuovo, e con la scusa degli aiuti umanitari da portare nei territori ucraini ad est – dove si sta consumando lo scontro tra separatisti russofoni e esercito di Kiev – ha attuato uno sconfinamento con i suoi blindati, in un posto di frontiera a Izvariné, a est di Donetsk. L’esercito ucraino, in risposta a quella che è stata intesa come “un’occupazione di territorio straniero”, ha risposto distruggendo, una parte considerevole del convoglio. La presenza dei russi in territorio ucraino, era stata confermata anche dalla Nato, e la presidenza di Kiev ha detto che la distruzione dei mezzi russi è avvenuta, sconfessando di fatto Mosca. I Russi avevano ribattuto, asserendo che si trattava “di fantasmi” e che Kiev fomenta la tensione, parlando di presenza di mezzi militari in Ucraina.

La colonna di mezzi russi, che già nei giorni scorsi si stavano preparando a introdurre viveri e generi di prima necessità, a sostegno della popolazione dell’est, aveva ricevuto un “sì” condizionato da Kiev, che aveva accettato gli aiuti da parte di Mosca, solo se passati al vaglio in una zona controllata dagli ucraini e con l’obbligo di scaricare i camion e lasciare il confine, perché sarebbe stata la Croce Rossa a provvedere alla distribuzione. Ma questo, come era prevedibile, non è accaduto. Il convoglio era costituito da 23 blindati che trasportavano non solo mezzi d’aiuto ma anche uomini armati e autobotti per il trasporto del carburante.

A seguito della reazione ucraina, a quella che in effetti è stata un’invasione, e la distruzione di parte del convoglio, l’Ue ha invitato la Russia “a sospendere ogni azione unilaterale”. Ieri, mattina, i doganieri ucraini hanno ispezionato 200 camion provenienti dall Russia, che trasportavano gli aiuti e dopo il controllo la Croce Rossa, appunto, ha supervisionato il resto. Secondo quanto dispsosto da Kiev per evitare l’occupazione russa, gli aiuti devono essere consegnati a Lugansk, una delle roccaforti dei separatisti, e distribuiti nell’intera regione.

I timori di Kiev che la spinta umanitaria di Mosca con l’invio dei blindati, fosse “un cavallo di Troia” per entrare in Ucraina e rifornire i separatisti, dando loro ulteriore sostegno militare, non era dunque infondata e il Segretario Generale della Nato, Rasmussen, in una conferenza stampa ha confermato questo e ha dichiarato: “Penso sia solo la continuazione di ciò che vediamo da qualche tempo, un flusso di forniture” e l’intenzione dei russi di destabilizzare l’equilibrio interno dell’Ucraina orientale. Vladimir Putin, mantenendosi sul vago, ha semplicemente offerto alla stampa, una dichiarazione per placare lo stato d’agitazione, dicendo: “Faremo tutto il possibile per porre fine al conflitto militare il più presto possibile, stabilire un dialogo tra le parti interessate e fornire assistenza umanitaria”. E sembra che i russi, si divertano in questo gioco delle smentite, perché il loro obbiettivo, è di certo porre fine al conflitto, ma con una nuova annessione alla Russia, quella dell’est Ucraina.

I Minsistri europei, riuniti a Bruxelles, hanno per l’ennesima volta ribadito, che questa linea non può essere accettata. Federica Mogherini, Ministro degli Esteri Italiano, ha citato una nota del Consiglio Esteri Europeo, in cui è scritto: “Ogni azione militare unilaterale da parte della Federazione russa in Ucraina con ogni pretesto, compreso quello umanitario, sarà considerato dall’Unione Europea una evidente violazione della legge internazionale”. Il Consiglio dei Ministri, nella stesa riunione, ha anche preso la decisione d’inviare aiuto ai Curdi nella guerra contro l’Isil in Iraq. Dopo l’azione di tentata occupazione da parte russa, anche l’Inghilterra è intervenuta nella questione e il governo britannico ha convocato l’ambasciatore russo a Londra, Alexander Iakovenko, per avere dei chiarimenti e più precise informazioni. Gli americani, da parte loro, continuano ad avere fastidio dell’arroganza russa e non fanno mistero di questa intolleranza verso Mosca.

Sul piano degli interventi umanitari, inoltre, il governo ucraino, ha fatto sapere di non essersi tirato indietro, ed ha inviato tre convogli a nord e a est del paese, composti da 71 camion che trasportano, cibo ma Kiev teme, che gli aiuti vadano nelle mani dei separatisti e non alla popolazione. Per questo, di peculiare importanza resta l’azione di controllo e mediazione, portata avanti dalla Croce Rossa. Per domani, domenica 17 agosto, invece, è previsto un incontro a Berlino, tra il Ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin con il russo Serghiei Lavrov, alla presenza di Germania e Francia.

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