L'agricoltura che piace ai giovani

L’agricoltura è stata tra i pochi settori dell’economia italiana a essere cresciuta, con un più 4,7% rispetto all’anno precedente. Un segno positivo costante che, secondo le associazioni di categoria, potrebbe trasformarsi in 100mila posti di lavoro nei prossimi tre anni. Lo slogan “Ritorno alla Terra” lanciato lo scorso 6 giugno a Torino dal Centro di ricerca agroalimentare Agroinnova (Grugliasco) parte dai dati Istat che ci confermano un anno positivo e di alto livello per i prodotti locali e biologici; l’espansione di centri di sperimentazione agraria e forestale promotori d’idee per l’agricoltura tradizionale; un trend in costante crescita degli alunni e del numero di persone interessate alla formazione professionale agraria, forestale e di economia domestica che consente di raggiungere qualifiche professionali di vario livello. La politica non resta indietro e il Ministro delle politiche agricole e forestali Maurizio Martina ha firmato il decreto “Terrevive”, per la vendita o locazione di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli under 40. Per la Coldiretti la cessione di questi terreni toglierà allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, renderà disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto avrà il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese.

«Stiamo assistendo a un ritorno dei cervelli all’agricoltura», ha commentato Ivo Zaccarato, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino. «In cinque anni nel nostro ateneo siamo passati da 550 a 971 matricole e a 6 mesi dalla laurea in nostri studenti trovano subito un impiego». Ad attirare sono soprattutto la consulenza e tutto il settore dei servizi che ruota attorno alle aziende. Produrre parmigiano millesimato. Allevare farfalle o lumache. Commercializzare una linea cosmetica di derivati del miele. Costruire l’agriturismo utilizzando solo materiali naturali come argilla e paglia. Produrre salumi di ovini per ebrei e islamici. Puntare su produzioni di lusso, come il tartufo, arricchendole con eventi formativi e didattici. Puntare sull’alta qualità delle carni, dei formaggi e degli ortaggi, attingendo dalla tradizione e rilanciando le aziende di famiglia. Insegnare a scolaresche intere come fare agricoltura sostenibile. Produrre yogurt con latte d’asina. Installare una webcam nella stalla per sorvegliare gli animali dal primo giorno di vita in poi. Trasformare di notte la propria azienda agricola in un agri-dancing.

Sono solo alcune eccellenze tra le imprese giovanili che hanno vinto il premio annuale “Oscar Green” organizzato da Coldiretti Giovani Impresa, la formazione che aggrega gli under 30 della Confederazione nazionale coltivatori diretti, rivolto all’agricoltura innovativa. Dieci i consigli che la Coldiretti giovani dà a chi vuole ritornare alla terra e cambiare vita:

  1. Individuare che tipo di imprenditore agricolo si vuole essere o diventare.
  2. Analizzare il territorio, il mercato, i concorrenti, le normative, servendosi di consulenti.
  3. Confrontarsi con chi ha già fatto esperienze simili in Italia o in Europa.
  4. Trasformare l’idea di partenza in un progetto di sviluppo imprenditoriale: determinare obiettivi, risultati attesi, risorse necessarie per raggiungerli.
  5. Cercare la fonte di finanziamento. Sulla base dell’idea progettuale valutare la possibile fonte di finanziamento nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale (“pacchetto giovani”, “insediamento di giovani agricoltori”). Per lo stato dei bandi si possono consultare i siti delle Regioni o www.reterurale.it.
  6. Presentare il progetto per il finanziamento pubblico: fare la domanda per l’accesso al finanziamento unitamente alla presentazione del “business plan”.
  7. Presentare il progetto per il finanziamento privato.
  8. Frequentare uno dei corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale.
  9. Eseguire attentamente tutti i passaggi burocratici fondamentali: apertura di una partita Iva presso l’Agenzia delle entrate, iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura, e iscrizione e dichiarazione presso l’Inps.
  10. Fare attenzione alla burocrazia anche nell’esercizio dell’attività imprenditoriale. La “green economy” si sta rivelando in Italia come uno dei più importanti business del futuro.

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