Corsica, un mondo senza tempo

Sardegna e Corsica, sono due isole poco distanti l’una dall’altra, e sorelle per origine geografica. Ma la storia degli uomini ha voluto separarle. La Corsica è isola francese, ma nel neolitico era abitata da popolazioni che erano giunte dalla Sardegna. Di qui passarono, etruschi, e per un periodo ci furono anche i siracusani della Sicilia greca. Poi giunsero i romani e nei secoli successivi, ci furono bizantini, arabi e aragonesi. In seguito, fu contesa a lungo dalla Repubblica Marinara di Genova e sino alla metà del 1700 ne seguì le sorti storiche, per poi passare a quelle francesi, nel 1789, quando l’Assemblea Nazionale proclamò l’unione dell’isola alla Francia. Nel 1982, ottenne lo statuto speciale di regione autonoma.

Un’isola del Mediterraneo che ha tutti i colori del Mare Nostrum. Mare blu intenso, cielo azzurro, verde della macchia mediterranea e tramonti che scaldano il cuore. Qui c’è un miscuglio di paesaggi, fra essi contrastanti: “montagne aguzze, scogliere selvagge e spiagge caraibiche”; ma è il territorio e la prorompenza della Natura che ne fanno un luogo in cui lasciare l’anima. Il mare qui, è come quello sardo, limpido con fondali che regalano emozioni ai sub e fanno sognare gli innamorati. Ci sono i villaggi di pescatori e l’entroterra, è ricco di storia con i suoi borghi nascosti.

Potreste partire dalla città di Bastia, che si abbarbica sopra una scogliera a picco sul mare. Il porto a cui attraccano i traghetti, carichi di visitatori, è frenetico e vivace. Vi sono palazzi antichi, che mescolano le tonalità del rosa a quelle della Terra di Siena; vicoletti che somigliano a labirinti e percorrono la città vecchia. Da Bastia, potrete procedere sino a Cap Corse, una penisola stretta dal mare, che ha porti pieni di pescherecci, strade che si aprono su un paesaggio da cartolina e paesini che vi parlano della gente di qui; fiera e orgogliosa. Ma potrete anche vedere veri passi di montagna e antiche torri genovesi, testimonianze di fasti trascorsi. Non accontentatevi e dedicate il vostro soggiorno a girarla la Corsica, e non dimenticate di andare a Bonifacio, anche questa città carica di promesse, che sorge sulle falesie di calcare bianchissimo, e che potrebbe farvi confondere con le terre di Scozia.

Bonifacio, è suddivisa in due quartieri: la città vecchia è tutta ripiegata sulla falesia e poi c’è la zona a mare, in fondo al fiordo. Dell’antica cittadella, l’edificio più antico è l'”Eglise Sainte-Marie-Majeure”, chiesa edificata dai pisani con una loggia, sotto le cui arcate si riunivano i notabili cittadini per le riunioni pubbliche. Da vedere, la “Cisterna Comunale” per le sue particolari decorazioni in pietra e poi, c’è l'”Escalier du Roi D’Aragon”, scalinata con 187 gradini, che giunge per 60 metri, sino al mare, e fu costruita per accedere ad una fonte d’acqua, che fu scoperta dai francescani, pure se sopravvive una leggenda che narra, che questi gradini siano stati scavati in una sola notte dalle truppe del re durante l’assedio del 1420. Infine, una delle poche testimonianze storiche del gotico in Corsica, è qui a Bonifacio: si tratta della “Eglise Saint-Dominique”. Ma dovete assolutamente affacciarvi da “Place du Marché” e “Place de la Manichella” perché da qui, potrete ammirare le meravigliose Bocche di Bonifacio.

In questo periodo, è naturale pensare anche al mare e alla spiaggia, e poi su un’isola, il pensiero fa parte del pacchetto delle cose da fare. Esistono spiagge silenziose e ricche di promesse romantiche oppure luoghi dove fare sport e dedicarvi ad attività ludiche per stare in mezzo alla gente, già a partire da Bonifacio. Ma tutta l’isola offre spiagge meravigliose ed una costa incredibilmente bella, anche nella zona a sud di Porto Vecchio, con sabbia bianchissima e l’acqua color turchese, e il tutto, nella cornice di un paesaggio selvaggio e calette riparate tra coste frastagliate. Porto Vecchio è di origine genovese ed ha il centro storico intatto con “porte e bastioni” ancora visibili e che danno l’idea della città marinara. Ci sono luoghi di quest’isola che tuttavia, vi riporteranno ancora più indietro nel tempo, e vi faranno riallacciare il legame con antiche civiltà, come quelle megalitiche, che accomunano la Sardegna Nuragica e la Corsica.

In una cittadina dell’entroterra, Sartène, si trova il sito di Cauria, le cui rovine coprono un arco temporale che va dall’inizio del neolitico fino all’epoca romana”. Su un altipiano rimarrete esterrefatti dalla concentrazione di questi megaliti che molto probabilmente, erano usati dalle antiche popolazioni per la celebrazione dei riti funebri. Anche se, alcuni li classificano come simboli fallici per favorire la prosperità; mentre altri li vedono come amuleti per tenere lontane le calamità. A Cauria ci sono quattro siti principali, tutti dichiarati “Patrimonio Unesco”. Molti dei monoliti, raffigurano volti o armi, sono intagliati nel granito ed hanno un’altezza di tre metri. La maggior parte di queste opere, fu distrutta dai “Torreani”, la civiltà che vinse gli isolani perché superiore militarmente e le sostituì con costruzioni circolari. Queste “statue menhir”, sono una delle maggiori testimonianze di una civiltà antichissima, che ancora appassiona e non fa dormire gli studiosi poiché, avvolta nel mistero ma che di certo, lascia tutti coloro che visitano la zona con la sensazione “che esiste qualcosa più grande di noi”.

[hr style=”dashed”]

© Riproduzione Riservata

Commenti