Aggiornare il quadro macroeconomico e limare lo “Sblocca Italia” – Il caldo è appena arrivato in Italia e le ferie sono iniziate per il mondo della politica, ma il Presidente del consiglio, Matteo Renzi, immagina la futura stagione ancora più scottante di quella attuale. Le ultime previsioni economiche non sono positive e anche se non si può gridare ad una recessione vera e propria, è necessario dare una scossa al sistema Italia. Per questo motivo il premier sta studiando delle mosse, insieme al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, per provare a rilanciare l’economia. Occorre concentrarsi sui conti e aggiornare il quadro macroeconomico di riferimento per mettere a punto la nota di aggiornamento al Def, che va presentata alla Camera entro il 20 settembre. Non si può rimandare un impegno così importante. Un’altra scadenza è quella del 29 agosto, dove il premier ha annunciato che presenterà lo “Sblocca Italia”. Occorrerà limare i suoi contenuti e non sarà impresa facile trovare una sintesi tra le richieste del Ncd di Alfano di abolire l’articolo 18 per i neo assunti e la contrarietà del Partito democratico.

Realizzare le riforme in tempi rapidi – Poi, come se non bastassero questi impegni, occorre trovare delle risorse per non sforare il parametro del 3% del rapporto deficit-Pil. Sul tavolo ci sono anche le riforme. Quello che è stato realizzato, considerando la situazione parlamentare, è un buon risultato. Però non basta. Il Ministro Padoan ha detto che l’economia del Paese è profondamente legata alla realizzazione delle riforme e così, oltre a portare in porto il ddl Boschi, si pensa al lavoro, al resto della riforma della pubblica amministrazione, al fisco e alla giustizia. Le idee di Renzi sono sin troppo chiare, ma il problema per una rapida attuazione è cercare maggioranze variabili e mutabili. Tra streaming, trattative e continui tira e molla, una cosa è certa. Il teatrino di questi ultimi mesi fa male al Paese. Non lo premia e lo penalizza in termini strettamente economici. Provare a velocizzare la lenta macchina della politica italiana sarà la via che dovrà percorrere il segretario del Pd, se vorrà fare cambiare verso al Paese.

Tutti i nodi in campo internazionale – Non ci sono, però, soltanto nodi inerenti la politica interna. In campo internazionale la situazione è scottante. L’Italia si trova a guidare l’Unione europea in questo semestre e i problemi sono uno più complesso dell’altro. Innanzitutto la telefonata tra Renzi e il premier indiano, Narendra Modi, ha messo in evidenza come la soluzione del caso dei due marò è lontana da una rapida soluzione. In attesa delle nomine in Europa, fissate per il 30 agosto, dove il premier si aspetta che la Mogherini diventi Mrs Pesc, occorre affrontare la preoccupante questione dell’Isis. Che fare? Stare immobili e proporre corridoi umanitari non può essere l’unica strategia italiana ed europea di fronte a questo dramma. È in atto un genocidio nei confronti di cristiani e Yazidi e le mire espansionistiche dei fanatici islamisti dovrebbero preoccuparci da vicino. Poi c’è la questione migranti e i centri d’accoglienza, al collasso ancora prima dell’inizio dell’estate. Per non parlare della Libia, dell’Ucraina e dei rapporti con Putin e il suo gas e dell’eterna questione israelo-palestinese.

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