Tosca, una delle opere più famose al mondo di Giacomo Puccini, rappresentazione in tre atti che andò in scena per la prima volta il 14 gennaio del 1900. Nel 2014, è stata inserita nel cartellone di eventi taorminesi, ed ha avuto tre date: il 9, l’11 e il 13 agosto.

La produzione, targata Festival Euro Mediterraneo, inserita nel cartellone di Taormina Arte, sezione “Musica&Danza” ha la direzione artistica di Enrico Castiglione, che dal 2007, coordina questo settore ed ha puntato molto sulla diffusione e trasmissione in mondovisione degli spettacoli, messi in scena. Con Tosca, Castiglione ha voluto restituire la scena al Teatro Antico di Taormina con un nuovo allestimento che l’ha definita “La Tosca delle Colonne”, di cui ha curato regia e scenografia, con la disposizione di varie colonne in piedi e adagiate sul palco, che rievocano i fasti e le decadenze un po’ barocche della Roma papalina. Riferimenti scenici che rimandano volutamente al periodo storico in cui si svolge la storia di Tosca.

Siamo nella Roma del 1800, dopo i cambi rivoluzionari francesi e la caduta della prima repubblica romana. Una storia di impatto storico-politico la Tosca dove i protagonisti da Angelotti, l’evaso, a Cavaradossi, sono dei dissidenti, che mettono in discussione il potere costituito, in cui Scarpia rappresenta la parte più oscura di quell’esercizio del potere attraverso l’inganno, la violenza e il sopruso per puro interesse personale e dove l’etica ha contorni variabili. E poi c’è Tosca, una cantante brava e avvenente. La donna, l’amante, il sostegno umano, pronta a sacrificare se stessa per difendere l’uomo che ama. Gli ingredienti del dramma ci sono tutti: la lotta per la libertà e gli ideali politici del romanticismo italiano dove inizia ad affacciarsi l’idea di una nazione Italia; la passione amorosa e la passione turpe di Scarpia, che vuol soddisfare le sue voglie con il sopruso e che poi pagherà con la morte, data proprio per mano di Tosca.

C’è la riflessione su temi che erano di scottante attualità e che lo sono tutt’oggi, perché impongono di dare attento giudizio su ciò che le autorità costituite sono tenute a fare, e su ciò che potrebbe ledere le libertà umane dell’individuo. C’è un complesso studio di Puccini sui caratteri dei personaggi e sul piano “euristico”, una proposizione di valori quali lealtà, amicizia, giustizia amore, che hanno come loro contraltare quello dell’inganno, del tradimento, dell’odio e della vendetta.

Noi, eravamo presenti alla Prima della Tosca, sabato 9 agosto, e gli interpreti di cui desideriamo sottolineare l’intensità di esecuzione sono stati, prima fra tutti, il soprano Elena Rossi (Tosca). C’erano poi, Giancarlo Monsalve nel ruolo di Cavaradossi, il baritono Francesco Landolfi, che ha impersonato il malevolo Scarpia e una menzione speciale, va al baritono Giovanni Di Mare, che ha ben delineato la figura del sagrestano. Da ricordare anche, il basso Gianluca Lentini (Angelotti e Sciarrone), il tenore Giuseppe Distefano (Spoletta), il basso Alberto M. Munafò – Siragusa (carceriere) e il contralto Antonella Leotta (pastorello).

Vorremmo anche dire che molto bravo è stato il Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa e nel finale del primo atto, deliziosa è stata l’interpretazione del Coro di Voci Bianche-Progetto Suono di Messina, sotto la direzione di Rita Padovano, con dei meravigliosi bambini che hanno rallegrato la scena con la loro vivace presenza.

Il nostro plauso va inoltre, all’Orchestra Nazionale Turca, fondata nel 2007, dal Direttore Cem Mansur e formata da 100 elementi, non solo turchi ma di ogni parte del mondo; tutti giovani in una fascia d’età compresa tra i 16 e i 22 anni. Il piano su cui operano, è quello musica come “forza sociale”, che considera il lavoro in orchestra, come metafora di coesistenza e rispetto, responsabilità e democrazia.  L’orchestra ha dato respiro e pathos ad ogni momento della messa in scena, è stata il pennello ed il colore per il quadro che via, via, si rendeva manifesto al nostro sguardo. L’intensità e la maestria dell’esecuzione non potevano certo passare inosservati perché la struttura dell’opera, ha una sua parte imprescindibile, data appunto, dalla perfezione dell’esecuzione orchestrale.

La Tosca andata in scena al Teatro Antico, ha unito la semplicità d’effetto dell’allestimento scenico, alla bellezza dei costumi degli attori, curati nei dettagli, di cui l’artefice è Sonia Cammarata, nota per l’attenzione e il rispetto verso il costume d’epoca.

E torniamo all’opera, di cui dicevamo, abbiamo assistito alla Prima, da autentici innamorati.  Il nostro ingresso al Teatro, ci ha colpito come ci colpisce ogni volta. Azzeccata è stata la scelta di Castiglione, di non usare una scenografia pomposa ma di privilegiare la spettacolare scena, offerta dai resti millenari del Teatro Antico, giocando molto sull’uso delle luci, per sottolineare i passaggi importanti e decisivi. C’era anche lo splendore della Baia di Naxos e quella luna che sembrava irreale, tanto era bella e malinconica. Tutto sembrava esser stato deciso da una regia occulta, quella del “Grande Architetto del Mondo”.

Quella luna che ci parlava, quelle mura che si offrivano al nostro sguardo e quelle passioni, che risuonavano nell’antica cavea, ci hanno accompagnato sino alla fine, sino al culmine tragico, quando in scena è andata “Nostra Signora La Morte” e per Tosca – quest’eroina che non è d’altri tempi perché, di Donne così, che fanno scelte “estreme”, ne esistono ancora, in ogni angolo di questo variegato mondo – l’unica via d’uscita, non poteva che essere quella definitiva, l’abbandono della vita, visto che “la sua unica ragione di vita”, Cavarodossi, era a sua volta, stato strappato violentemente all’esistenza.

Dopo la Prima, abbiamo deciso di assistere anche all’ultimo spettacolo, il 13 agosto, con un Teatro Antico, che si offriva al pubblico, come “spettacolo, nello spettacolo”. Il nostro omaggio, alla Tosca, e a tutti i cultori dell’Arte Somma, è una speciale photo gallery, curata dal nostro reporter di redazione, Andrea Jakomin. Perché a nostro avviso, parole e immagini non solo dialogano, ma completano vicendevolmente un discorso.

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[Tosca Teatro Antico di Taormina 13 Agosto 2014 – Foto di Andrea Jakomin / Bt ]

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