Un clima magico per i francesi – Nell’epoca del calcio moderno è dai tempi di Platini che la Francia ha instaurato un rapporto del tutto particolare con la Juventus. È qualcosa di unico quello che scorre tra i transalpini e la squadra più titolata d’Italia. Sotto alcuni punti di vista è anche inspiegabile, perché è nota l’antipatia tra francesi e italiani. Invece, da queste parti, il classico astio non esiste. Del resto, come potrebbe essere altrimenti? Oltre all’amato Platini, infatti, la Juventus è stata la casa di Zinedine Zidane, Henry (che ebbe poca fortuna in bianconero) e Didier Deschamps. Quest’ultimo molto legato alla Juve, è stato anche allenatore della Vecchia signora. In epoca più recente è toccato a Paul Pogba e adesso al talentuoso Coman e a Patrice Evra. L’ex terzino del Manchester United sembra essersi innamorato subito della Juventus e in continuità con la tradizione dei suoi compagni transalpini è rimasto affascinato da un clima che sembra avere qualcosa di magico per i francesi.

Chi potrebbe rafforzare questo legame speciale? Evra, giocatore dalla grande personalità, sostiene di ammirare molto “Zidane, ma anche Henry, Platini… Ce ne sono stati così tanti che è difficile scegliere”. Già, sono parecchi. Sarà per quella vicinanza geografica o quella passione dell’avvocato Agnelli per la Francia. Sta di fatto che questa simpatia perdura nei decenni e quest’anno si è addirittura rafforzata. Magari, nelle prossime settimane, potrebbe essere ancora più irrobustita con l’arrivo di Adrien Rabiot. Il promettente centrocampista del Paris Saint-Germain ha un accordo con la Juventus, ma il problema è che ha un altro anno di contratto con la squadra parigina. Al momento il classe ’95 sta rifiutando le altre destinazioni e non sembra volerne sapere di un rinnovo con la ricca società transalpina. Beppe Marotta è alla ricerca di un altro colpo alla Pogba e alla Coman. Rabiot potrebbe essere il nome giusto e magari il fascino tra Juventus e Francia si tramuterebbe in vera e propria passione.

Se la Juventus va controcorrente – I campioni d’Italia in carica diventerebbero un punto di riferimento della nazionale francese di Deschamps e in un periodo dove la società bianconera ha scelto di opporsi con tutte le sue forze all’eletto Carlo Tavecchio alla guida della Figc, forse è meglio farsi qualche amico in più nel resto d’Europa. La Juve guarda alla Francia. Non è un mistero, ma non è neanche l’unica strada tracciata dalla dirigenza. In nome di una tradizione, che a Torino ha un certo peso, si pensa anche all’Italia e ai suoi giovani. Insieme alle nuove leve transalpine (Pogba e Coman) Marotta e Paratici stanno provando a costruire la Juve del futuro anche con giovani italiani promettenti. Gabbiadini e Berardi sono soltanto due esempi. Quest’anno dovrebbero maturare altri ragazzi della Primavera e contro ogni pensiero nazional-popolare, alla Juventus nell’immediato futuro piccoli francesi e piccoli italiani cammineranno fianco a fianco per gioire e soffrire insieme.

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