Un biennale da 1,3 mln a stagione – Con ogni probabilità Antonio Conte sarà il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. Il neo eletto Carlo Tavecchio ha ammesso che ha chiamato l’ex allenatore della Juventus. Ha avuto un dialogo cordiale e dice di non aver avuto ancora nessuna risposta. In realtà, però, l’intesa è dietro l’angolo. Come detto alla conclusione dell’ultimo campionato ai microfoni di Sky sport, Conte non è tipo da rimanere fermo per molto tempo. E considerando che tutte le principali società d’Europa hanno un allenatore, perché non pensare all’Italia? Il contratto è pronto e l’ex capitano bianconero sembra aver dato il proprio assenso. Si tratta di un biennale fino agli Europei di Francia 2016, con 1,3 milioni netti a stagione più bonus. Uno sforzo considerevole per la Federazione che vuole, in ogni modo, convincere Conte e il suo staff ad accettare l’offerta. La risposta definitiva, con ogni probabilità, verrà data lunedì e potrebbe essere il giorno esatto per presentare il nuovo c.t. azzurro.

Dal sogno di guidare una Ferrari a quello di testare una macchina tutta da scoprire – Una notizia che spiazza, soprattutto se si ricostruisce l’ultimo periodo di Antonio Conte. I suoi dissapori con la dirigenza bianconera, che non ha potuto accontentarlo in alcuni acquisti e la mancanza di stimoli dopo tre anni in cui è stato dato ed ottenuto il massimo. Il Conte desideroso di guidare una Ferrari ben rodata ed esperta, si accinge a mettersi a capo di una macchina tutta da testare e scoprire? A quanto pare, sembra proprio così. Niente Di Maria, Sanchez e Hummels. L’allenatore pugliese dovrà ripartire da Berardi, El Shaarawy e Astori. Il primo e il terzo, ironia della sorte, non li ha voluti alla Juventis che avrebbe dovuto allenare quest’anno ed invece se li troverà durante il suo nuovo precorso. Si, perché le alternative che offre il calcio italiano non sono molte. E il guaio è che non ci potrà essere nessun calciomercato risolutore. Occorrerà fare tutto in casa. Prendere il meglio tra i giocatori italiani e affidarsi ad un gruppo di senatori da cui ripartire.

Dall’ambizione di allenare dei top players a dover rilanciare i giovani – Ovviamente Conte farà affidamento sul blocco Juve. Il capitano Buffon, i difensori Chiellini e Bonucci (con la speranza di poter usufruire anche di Brazagli), il genio di Pirlo e Marchisio. A questi va ad aggiungersi il romanista De Rossi e il viola Giuseppe Rossi. Il resto è un rebus. A partire proprio da Balotelli. Nel calcio totale predicato in questi anni a Torino, non ci sarebbe spazio per l’eterna promessa rossonera. Però la speranza è l’ultima a morire e qualora Balotelli decidesse di mettersi la testa a posto, Conte non gli chiuderebbe a prescindere le porte della nazionale. Anzi, sarebbe il suo scudo e, con doti che in questi tre anni il pubblico italiano ha imparato a conoscere, lo dipingerebbe come una vittima del giornalismo italiano. Un martire che dovrebbe scatenare tutta la sua ira in campo. Al di là della questione Balotelli, Antonio Conte si troverà a dover ripartire da zero. Dovrà dare fiducia alle nuove leve, a differenza di quello che ha fatto alla Juventus. Gabbiadini, Berardi, Zaza e altri talenti non potranno essere relegati in varie comproprietà. Siamo in nazionale e l’imperativo categorico, soprattutto in questo momento storico, è rilanciare i giovani. Nessun top player già formato, ma soltanto ragazzi con grandi doti da trasformare, per quanto possibile per un c.t., in campioni. È la sfida giusta per Antonio Conte?

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