Azioni mirate e non obbligatoriamente bellicose – Il Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e quello della Difesa, Roberta Pinotti, sono sul chi va la. La situazione in Iraq è molto delicata. Continua lo sterminio da parte dei fanatici dell’Isis ai danni di cristiani e Yazidi. Questa sete di sangue e il sogno di fondare un Califfato che includerebbe anche parte dell’Europa, non sono placati neanche dai raid aerei mirati autorizzati dal Presidente Barack Obama. Probabilmente si chiederà un aiuto all’Europa e l’Italia, con il Ministro Mogherini in odore di incarico come Mrs Pesc, dovrà fare la sua parte. In prima fila. Fino a questo momento l’esponente del Partito democratico ha sempre sottolineato nelle sue dichiarazioni e nelle interviste la continuità di vedute con l’amministrazione statunitense. Adesso, però, sulla possibilità di intervenire militarmente in Iraq pone un freno. Secondo il capo della Farnesina ci sarebbero metodi più efficaci per fermare l’Isis. Azioni mirate e non obbligatoriamente bellicose.

Italia e Francia sollecitano l’Europa a prendere una decisione – “L’Italia sta valutando forme di sostegno dell’azione anche militare del governo del Kurdistan iracheno. Non si tratterebbe – ha aggiunto la Mogherini – di un intervento militare. Stiamo valutando insieme ai principali partner europei le forme più efficaci per fermare l’Isis”. Il Ministro pensa a corridoi umanitari per far arrivare gli aiuti alla popolazione colpita. Si augura, insieme al Ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, che ci sia una coordinazione europea sulla vicenda. “Diversi paesi si stanno muovendo, ma serve che l’iniziativa sia europea”, ha detto la Mogherini e il suo collega transalpino è stato ancora più netto: “Ho chiesto con la ministra italiana Mogherini che venga convocata d’urgenza una riunione dei ministri degli Esteri Ue sull’Iraq e mi aspetto che l’urgenza venga rispettata. So bene che in Occidente è periodo di vacanze, ma quando la gente muore, anzi crepa, bisogna tornare dalle ferie”.

“Il nostro intervento immediato potrebbe garantire aiuti anche militari” – Sull’opzione militare (inviando armi), invece, insiste il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli. L’esponente del Partito democratico ricorda come “i curdi hanno chiesto aiuti militari ed armi per potersi difendere dall’assedio dell’Isis” e ha detto che nelle prossime ore l’intervento americano potrebbe espandersi anche ad altre zone dell’Iraq: “L’intervento militare americano è diventato necessario ed indispensabile. Anzi nelle ultime ore c’è una richiesta agli Stati Uniti di estendere l’area dell’intervento militare. È di poche ore fa la dichiarazione del patriarca caldeo di Babilonia, Luis Raphael I Sako di difendere militarmente l’Iraq al di là di Erbil. Chiede la liberazione di Mosul e la Piana di Ninive dall’Isis”. Pistelli sembra allarmato e sostiene che “l’Isis è un pericolo reale. È stato per troppo tempo sottovalutato, assimilato ad altri gruppi terroristici. Invece, è un progetto politico che crea uno stato islamico radicale. Non è casuale la geografia. I due assi dell’offensiva dell’Isis si muovono paralleli ai fiumi del Tigri e dell`Eufrate con l’obiettivo della conquista della Mesopotamia”. A questo punto occorre una strategia europea e l’Italia, che guida il semestre, dovrà sollecitare azioni concrete e trovare una sintesi nell’Ue. Mostrarsi immobili come durante le ultime crisi internazionali, potrebbe essere un rischio per il vecchio continente.

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