La depressione ha spento il sorriso di Robin Williams – È morto Robin Williams. La notizia è stata fulminea e ha colto di sorpresa il mondo di Hollywood e tutte le persone che lo avevano amato e apprezzato nel corso della sua vita. L’attore statunitense aveva 63 anni. È stato trovato nella sua casa di Tiburon, in California. La polizia ha fatto sapere che la causa di morte è asfissia e si sospetta si tratti di suicidio, perché la celebrità soffriva da tempo di depressione e la sua addetta stampa, Mara Buxbaum, ha fatto sapere che “negli ultimi tempi combatteva con una grave depressione”. La moglie Susan Schneider ha il “cuore spezzato dal dolore” e il regista Steven Spielberg ha espresso incredulità per l’accaduto. Anche il Presidente Barack Obama ha voluto ricordare il “talento incommensurabile” di Robin Williams e ha fatto le condoglianze alla famiglia. Il premio Oscar del 1998 (in Will Hunting – Genio ribelle) se ne è andato con un’uscita di scena inimmaginabile per il personaggio che ha sempre rappresentato nel corso dei suoi tanti film.

Un burattino che vestiva con facilità i panni dei suoi personaggi – La sua formazione teatrale lo ha reso incline ad interpretare figure fantastiche. Non è un caso che venga conosciuto nella celebre serie tv “Mork e Mindy”, quando interpretava l’alieno Mork. La comicità è la particolarità che lo renderà famoso agli occhi del grande pubblico. Nelle commedie Popeye (con la regia di Robert Altman) e Mrs. Doubtfire (con la regia di Chris Columbus) mostra la propria ironia e il suo essere istrione. Da l’impressione di essere un burattino con l’innata capacità di assumere i panni di vari personaggi senza troppi problemi. Riesce ad interpretare anche Peter Pan in Hook (con la regia di Steven Spielberg) e guarda caso sarà la voce dello spassoso Genio nel film della Disney Aladdin. L’ironia non l’abbandonerà mai, neanche quando sarà attore principale in commedie drammatiche come Good Morning, Vietnam. Vestirà i panni del talentuoso dj Adrian Cronauer, che si muoverà tra momenti comici e molto tristi. Una pellicola che sembra sia stata fatta apposta per Robin Williams, il quale dentro se mostrava un umorismo irresistibile e nello stesso tempo non disdegnava profonde riflessioni sull’esistenza.

Un Capitano di vita ne L’attimo fuggente – È il caso de L’attimo fuggente. Nel film diretto da Peter Weir interpreterà il leggendario professor Keating. Una figura destinata ad incidere su diverse generazioni di studenti. Un modo diverso di pensare all’insegnamento, unico. Nella Setta dei poeti estinti si nascondeva una sfumatura differente della cultura comunemente conosciuta. Qualcosa di affascinante. Alcune frasi celebri del film cult sono state pronunciate proprio dal mitico professor Keating. Citazioni in grado di mettere in evidenza la più intima passione umana e far riflettere il pubblico: “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto”. Anche se Robin Williams è andato via, a quanto pare, in maniera brusca, mi piace pensare che sia uscito di scena come la conclusione de L’attimo fuggente. I ragazzi si alzano e salgono sui banchi, si girano verso l’uscio della porta e salutano con la frase “Capitano, mio Capitano!” il professor Keating che prende commiato dalla sua classe. Quella a cui ha insegnato e dato tutto. Addio Capitano, mio Capitano e grazie per averci ricordato che bisogna “cogliere la rosa quando è il momento”.

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