La Gorgone è il simbolo della paura della giovane protagonista del romanzo che deve affrontare ed eliminare i mostri del passato per costruire la sua identità, e le Cartoline rappresentano le dolorose vicende familiari passate che vengono ripercorse una per una. Tra queste vi sono le dure condizioni dell’antica società patriarcale di un tempo, che pretendeva il figlio maschio per il lavoro nei campi, e che invece quando veniva la figlia femmina subiva una grossa delusione, a cui seguivano pesanti punizioni corporali quando questa si dimostrava incapace di svolgere il duro lavoro che toccava ai contadini.

Un’altra Cartolina parla invece del triste fenomeno dell’emigrazione in Svizzera con le donne costrette a turni massacranti nelle fabbriche. Si narra anche del tragico evento del Terremoto del Belice nel 1968 con gli emigranti che ascoltavano sconvolti le notizie via radio. Si parla inoltre delle dolorose vicissitudini di un barone che ha un figlio illegittimo da una relazione extraconiugale ma poi decide comunque (nel testamento) di lasciare tutto il patrimonio al figlio maschio e nulla alle femmine.

La giovane protagonista di questo romanzo storico-familiare si chiama Mariastella Ruvolo, ed ha voluto raccontare questi eventi che le erano stati narrati dai nonni (in un contesto autobiografico) nell’ambito di una relazione inter-personale ed inter-familiare, parlando di tutti quanti i suoi parenti paterni e materni, dai nonni, ai genitori, agli zii, soffermandosi (attraverso le vicende familiari) su quelli che erano i drammi generali delle condizioni delle donne nei tempi passati: inoltre lei, dopo un lungo travaglio interno, riesce a liberarsi di tutto il rancore ereditato dal passato (e quindi non suo) che le serve così da monito per poter compiere in futuro scelte migliori per la sua vita.

Il richiamo al Terremoto del Belice serve poi a ricordare che per quella generazione che lo ha vissuto è stato un evento molto traumatico, una grossa e dolorosa ferita che non si è ancora chiusa, anche perché la ricostruzione è rimasta in parte incompiuta e vi sono ancora oggi le rovine abbandonate di molti di quei paesi distrutti dal sisma: quest’ultimo ha però sancito anche la speranza di una rinascita per il Belice, che si è concretizzata con grandi opere (come quelle del Burri) costruite nei nuovi paesi che sono stati successivamente costruiti.

Il libro (che si chiama per l’appunto Cartoline di una Gorgone) è stato presentato di recente al Lido di Naxos nell’ambito di NaxosLegge, con gli interventi di Fulvia Toscano (presidente dell’associazione), della stessa autrice e di Marinella e Giulia Fiume.

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