Le perplessità sulla Mogherini – Svolgere il mestiere di Ministro degli Affari esteri è un bel lavoro, ma in questo periodo è molto faticoso. Il Ministro Federica Mogherini, quando ha preso il posto della radicale Emma Bonino, si aspettava una situazione delicata, però con il trascorrere dei mesi il contesto internazionale è degenerato su più fronti. L’esponente democratica, insieme agli altri suoi colleghi europei ed occidentali, deve fronteggiare una serie di questioni delicate. Lo deve fare sapendo che gli occhi dell’Unione europea sono su di lei, la principale candidata per occupare la poltrona di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. In realtà una parte dell’Europa, sostenuta da alcuni media, non la vede di buon occhio. Le principali perplessità riguardano l’inesperienza e l’eccessiva vicinanza alla Russia di Vladimir Putin. Questo secondo punto le viene contestato, in particolar modo, dall’autorevole giornale britannico The Economist.

La Mogherini condivide la visione americana sulla questione ucraina, ma per molti europei non è sufficiente – Settimanale famoso in Italia per i duri attacchi a Silvio Berlusconi quando era Presidente del consiglio, l’Economist, dal suo punto di vista, considera i due fattori che generano perplessità su Federica Mogherini insormontabili e una sua nomina contribuirebbe a relegare in un angolo l’Unione europea: “Il primo è la mancanza di esperienza, è stata appena quattro mesi ministro degli esteri italiano. Il secondo, problema più rilevante, è il suo rapporto con la Russia. Il suo primo viaggio all’estero durante il semestre di presidenza in Italia della Ue è stata a Kiev e poi a Mosca, dove, parlando di Ucraina, ha implicitamente accettato gli interessi della Russia. Peggio ancora, ha accolto positivamente la dipendenza energetica dell’Unione europea nei confronti della Russia, sostenendo il controverso gasdotto South Stream che aiuterebbe la Ue a importare più gas russo, bypassando l’Ucraina”. Dichiarazioni che sono state recepite da Roma e così il Ministro Mogherini è voluta intervenire sulle tensioni tra Russia e Ucraina, sostenendo la condivisione di prospettiva degli Usa sulla vicenda.

Sulla questione israelo-palestinese l’Italia sostiene la soluzione del Cairo – La Mogherini vede nelle sanzioni l’unica strada percorribile contro la politica di Vladimir Putin: “Quello che l’Italia esclude è un’azione militare che sarebbe devastante anzitutto per l’Ucraina, per l’Est dell’Europa, oltre che per il futuro delle nostre relazioni. È però una prospettiva che non è sul tavolo, il punto è rafforzare in ambito Nato le rassicurazioni per quei Paesi che condividono confini con la Russia. L’articolo 5 del trattato Nato è attuale, e come tutti gli alleati lo abbiamo bene in mente: il lavoro di tessitura diplomatica che è stato fatto negli ultimi decenni con la Federazione russa in questo momento vive una fase di crisi, che richiede un ripensamento”. Un’altra questione molto delicata è quella israelo-palestinese. In tale contesto il Ministro si augura una fine bilaterale delle ostilità e considera la proposta del Cairo la migliore per cercare di trovare una soluzione ad un conflitto che rischia di fare altri morti.

Il sostegno all’azione militare Usa in Iraq e il desiderio di coinvolgere la comunità internazionale – Ma la prova del nove per il Ministro Mogherini, dove misurerà le sue capacità internazionali e la sua personalità, è il caos in cui si trova l’Iraq. Per cercare di porre fine al genocidio dell’Isis nei confronti di cristiani e yazidi, il Presidente Obama ha deciso di effettuare dei raid mirati per colpire i terroristi e il Ministro italiano non sembra disdegnare questa politica, anzi: “Dobbiamo proteggere i civili iracheni e in particolare cristiani e yazidi perseguitati da Isis e sostenere lo sforzo delle milizie curde Peshmerga per fermare l’avanzata di Isis. Per questo condividiamo la scelta del presidente americano Barack Obama di intervenire. La comunità internazionale deve restare al fianco del governo iracheno e mobilitarsi per portare aiuti alle popolazioni”. Staremo a vedere se le parole e le scelte del Ministro Mogherini su questi tre fronti (tensioni tra Ucraina e Russia, questione israelo-palestinese e Iraq), convinceranno i perplessi ad accettare la sua nomina ad Alto commissario europeo. Una cosa è certa. Il Ministro degli Esteri italiano dovrà contribuire con prese di posizione convincenti, dovrà mostrare una buona dose di personalità ed avere più coraggio soprattutto nelle tensioni tra Ucraina e Russia.

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