Le dimissioni irrevocabili di Bolognari – La Regione siciliana, nello specifico l’assessorato al turismo, ha escluso dal finanziamento il Distretto turistico Taormina-Etna. Una decisione accolta con sorpresa dal Presidente dell’ente, il professor Mario Bolognari, che, come ha scritto sul suo diario di Blogtaormina, ha deciso di rassegnare le proprie “irrevocabili dimissioni” dal ruolo attualmente occupato. Ciò che ha colpito l’ex sindaco di Taormina e il punto di riferimento del centrosinistra della provincia di Messina, è l’esclusione dal finanziamento del Distretto Turistico “unico in Sicilia ad operare sul territorio con diverse funzioni e finalità dal 2002, facendo affluire investimenti per circa 140 milioni di euro a beneficio delle aziende private del settore turistico, agricolo e agroalimentare”. Una decisione che stride con quello che il Governatore Rosario Crocetta ha sempre esternato. Una presa di posizione in grado di andare contro quello che l’ex primo cittadino di Gela dichiara in comizi improvvisati o organizzati. Privare il Distretto turistico Taormina-Etna, che opera dal 2002 sul territorio con varie funzioni e finalità, dei finanziamenti necessari per mettere in campo diversi progetti, non sarà una notizia da divulgare con il megafono tanto caro al Presidente Crocetta, ma è un ennesimo caso che mette in luce l’assenza di discontinuità con le amministrazioni precedenti.

Cavilli burocratici e non solo – Su questo punto insiste anche Mario Bolognari, il quale nella dichiarazione di dimissioni sottolinea la sua presa di posizione, perché ama la terra in cui vive e non intende “avere più a che fare con questa ignobile e inefficiente Regione Siciliana, in mano a politici di infimo ordine, incapaci di controllare una burocrazia non trasparente”. Già, perché il problema è anche burocratico. A quanto si apprende, infatti, il motivo dell’esclusione del Distretto turistico non riguarda il progetto presentato, bensì un cavillo burocratico. Secondo la Regione il soggetto attuatore, una società mista pubblico-privato in liquidazione, non avrebbe i requisiti necessari per usufruire dei finanziamenti. Bolognari non ci sta e allora ha presentato ricorso, convinto di ottenere giustizia dinanzi al Tar. Al di là delle diatribe giudiziarie, che impiegheranno tempi non brevi a causa delle questioni riguardanti la giustizia italiana, l’esponente del Partito democratico di Taormina ha fatto notare come la questione non è legata soltanto ad aspetti burocratici. Dietro lo storico problema del sistema Italia, infatti, c’è una motivazione politica.

Bolognari mostra la questione politica della vicenda – Ecco perché Mario Bolognari ha deciso di fare un passo indietro. Del resto l’ostacolo burocratico poteva essere facilmente oltrepassato. Senza troppi giri di parole, il docente universitario non comprende come mai “la Regione non ci abbia chiesto di modificare il soggetto attuatore, cosa possibile e che non avrebbe leso i diritti di nessuno, considerato che eravamo – e restiamo – assegnatari di una somma a noi riservata”. Secondo Bolognari, dunque, c’è una linea politica ben precisa dietro tutto ciò. Della rivoluzione sostenuta da Rosario Crocetta rimangono soltanto i cartelloni pubblicitari. Proprio nel periodo in cui i curatori di una delle guide turistiche più diffuse nel mondo, la Lonely Planet, ha descritto il vulcanico politico “come il simbolo del vento di cambiamento che starebbe attraversando la Sicilia”, la realtà dei fatti mostra ben altro. Quest’innovazione, al momento, è rimasta soltanto una parola. Nei fatti non è cambiato nulla. Le riforme di cui la regione necessita non arrivano, la disoccupazione giovanile è la più alta d’Italia (e, in questa triste classifica, ha superato anche la Calabria) e non si parla per niente di investimenti nelle risorse principali della Sicilia.

Che fine ha fatto la rivoluzione annunciata dal Presidente Crocetta? – Il Governatore, considerando il trascorrere del tempo da quando occupa l’attuale incarico, dovrebbe iniziare ad assumersi le proprie responsabilità e provare a vedere meno complotti nei confronti della sua persona. Dietro il continuo battibecco tra Crocetta, il Pd, l’Udc e i grillini ci sono i casi come quelli che, in questo caso, hanno coinvolto Mario Bolognari e il Distretto da lui rappresentato. Una Sicilia che chiede risposte e invece riceve inefficienza e indifferenza. L’ex sindaco di Taormina, che vuole iniziare una battaglia “per denunciare i soprusi e la corruzione che stanno spolpando la Regione”, ha deciso di far sapere che “il modo di gestire i fondi strutturali 2007-2013 è fallimentare per dolo del ceto politico siciliano, e in particolare degli ultimi due governi, e per colpa di una burocrazia inerte e ignorante”. Ben 21 milioni di euro sono presenti nella programmazione dei fondi strutturali e ricorda Bolognari che sono soldi in grado di “andare incontro alla disoccupazione e alla crisi”. Un’altra questione si è appena aperta nel Pd siciliano e la scelta di voltare le spalle al Distretto guidato da Mario Bolognari è qualcosa che avrà delle ripercussioni nel sempre più precario ed instabile governo Crocetta. Le toppe poste dal segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, e dai “renziani di governo” serviranno a poco. La diplomazia del Presidente dell’Udc, Giampiero D’Alia, è svanita. Sembra di stare in una palude, dove l’unica decisione è quella di non decidere e le poche scelte del governo regionale vanno contro i principi espressi in campagna elettorale. Per quanto tempo andrà avanti questa situazione?

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[Foto di Andrea Jakomin / Bt]

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