Le strategie di FI e Ncd – La voglia di dialogare con Matteo Renzi e mostrarsi al Paese come l’interlocutore principale del Presidente del consiglio, è stato il leitmotiv negli ultimi mesi di Forza Italia e del Nuovo centro destra. Una scelta non certo dovuta alla simpatia che il premier democratico suscita negli ambienti politici del centrodestra, ma semmai è strategica. In un periodo delicato, dove gli italiani hanno mostrato la loro inclinazione a premiare chi vuole impegnarsi nell’approvare le riforme necessarie per rilanciare il sistema Italia, sia Forza Italia che il Nuovo centro destra provano a mostrarsi responsabili ed istituzionali per cercare di riconquistare il loro elettorato, smarrito e senza una guida sicura da qualche periodo. Cittadine e cittadini considerati moderati che, in assenza di altro, si sono rifugiati nel renzismo attuale. La sfida dei forzisti e degli alfaniani è proprio questa. Provare a riavvicinarsi a quelle persone, mostrandosi come una destra europea, responsabile, liberale. Impresa non facile, ma l’opera di convincimento è già iniziata.

Il ruolo istituzionale di Alfano, mentre su Arcore non volano più i falchi – Il primo è stato Angelino Alfano, il quale in tempi non sospetti ha scelto di prendere le distanze da Forza Italia, attorniata all’epoca da falchi, e di sostenere un governo di larghe intese (“Senza la nostra scelta, il Paese sarebbe caduto nel burrone e oggi ne rivendichiamo l’importanza con forza e fierezza”). Il politico siciliano si è ritagliato un ruolo istituzionale, da uomo della Repubblica. Ha attratto verso se parecchi esponenti rilevanti di Forza Italia, ma nell’ultimo periodo, dopo l’intensificarsi del dialogo in via del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, il suo progetto ha subito una brusca frenata. I falchi che volavano intorno ad Arcore si sono trasformati in colombe e l’aiuto dato da Forza Italia in Parlamento per approvare le riforme costituzionali ha fatto risorgere il partito del cavaliere. Anche l’ex Presidente del consiglio, dunque, sembra aver adottato una tattica alfaniana per provare a ritagliarsi un nuovo posto al sole sulla scena politica nazionale. In un contesto del genere, è chiaro che Alfano non resta a guardare. Ha rivendicato il ruolo cruciale del Ncd nell’approvazione del ddl Boschi e adesso prova a scuotere le acque del governo con alcune proposte per uscire dalla recessione.

Le mosse di Alfano per rimettere al centro il Ncd – Alfano rivendica il ruolo della sua formazione politica (“Siamo fondatori di una Repubblica Nuova e fino in fondo ci batteremo perché gli innovatori sconfiggano i conservatori. E’ questa la partita vera: tra innovatori e conservatori. Noi siamo e stiamo con gli innovatori”) e rilancia il suo progetto con tre punti chiave concordati con tutto il Ncd: “Dentro lo Sblocca Italia vogliamo che venga superato l’articolo 18 almeno per le nuove assunzioni, entro fine agosto il pagamento dei debiti della Pa (più di 15 mld di euro cash nell’economia reale), semplificare la dichiarazione dei redditi per i piccoli imprenditori e gli autonomi e consentire loro il pagamento sempre quando incassano e non quando fatturano e tagliare la spesa pubblica per finanziare il taglio delle tasse e aiutare le famiglie”. È questa la mossa di Angelino Alfano e dei suoi per il Paese e anche per risvegliare l’elettorato del centrodestra.

Le scelte di Forza Italia e le parole di Brunetta – Dall’altro lato, invece, Forza Italia dichiara di essere al fianco del governo nel sostenere le riforme istituzionali, ma Renato Brunetta, a sorpresa, si è spinto oltre e se al governo Renzi dovessero mancare voti in Parlamento, Forza Italia sarebbe pronta a fare la sua parte: “Di fronte a un allarme nazionale, Forza Italia cercherebbe la coesione. Ci sono momenti in cui l’interesse di parte va messo da parte”. Inoltre il forzista ricorda come alcuni temi esposti dal governo, sono gli stessi del Pdl quando guidava il Paese: “Si chiama agenda Alfano-Brunetta. Dalle dismissioni alle liberalizzazioni, dalla riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese alle privatizzazioni. Se Renzi dimostrasse coraggio, lo sosterremmo”. Sarà un caso che il capo dei deputati di Forza Italia abbia accostato il suo nome a quello di Alfano? Forse è iniziata un’altra campagna di Berlusconi per cercare di concretizzare una reale rifondazione di Forza Italia. Nei prossimi mesi il cavaliere si sforzerà di apparire al suo elettorato come il grande unificatore del centrodestra, pronto a riaccogliere anche i dissidenti del Ncd che, però, hanno iniziato un percorso politico differente dai continui cambi di opinione di Berlusconi e di alcuni fedelissimi.

© Riproduzione Riservata

Commenti