Tavecchio verso la presidenza della Figc – Niente da fare per Demetrio Albertini. La sorpresa annunciata dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è sgretolata nel corso di questi giorni. La mossa di Atalanta, Cesena e Verona di appoggiare Carlo Tavecchio chiude i giochi e così l’attuale presidente della Lega nazionale dilettanti è virtualmente il vincitore di una battaglia estenuante. Nelle prossime ore arriverà l’ufficialità. L’ex centrocampista di Milan e nazionale non è riuscito a convincere gli indecisi. Le sue parole non sono state in grado di smuovere la situazione, anche perché sono state accompagnate da un’assenza di appeal sin troppo evidente. Così la Serie A e la Serie B hanno deciso di sostenere l’usato sicuro e il suo programma di riforma del calcio italiano. Contro ogni logica sportiva, sarà il più anziano ad avere la meglio sul giovane. Un paradosso interessante nel mondo del pallone nostrano. Le gaffe dell’ex sindaco di Ponte Lambro hanno soltanto messo un po’ di pepe alla competizione, che in realtà era già chiusa da qualche settimana.

Gli errori di Albertini. Troppo morbido e poco alternativo – Il commissariamento paventato da Pietro Lo Monaco e la lettera di nove club di Serie A che invitavano Tavecchio e Albertini a fare un passo indietro, sono ricordi lontani. L’ex politico democristiano non si era fatto intimorire da quella missiva. Non aveva tentennato dinanzi alla presa di posizione di alcune società del massimo campionato. Albertini, invece, si era dichiarato disponibile a farsi da parte, purché anche il suo competitor si mostrasse incline a una simile decisione. Forse queste ultime parole di Albertini hanno convinto gli indecisi a non sostenerlo, perché poco determinato a cambiare lo stato attuale del sistema calcio. Decidere di fare un passo indietro, infatti, potrebbe essere stato interpretato come una mancanza di convinzione a modificare in toto la Federazione. Forse è soltanto una scusa, perché da tempo Tavecchio è appoggiato dalla stragrande maggioranza delle società italiane. Sta di fatto che Demetrio Albertini c’ha messo del suo. Poco convinto nel voler ristrutturare il sistema e non ha acceso lo scontro, più che altro sostenuto da alcuni Presidenti di Serie A.

Ecco il programma di Tavecchio – Poco male per Carlo Tavecchio, che alle 11.30 inizierà la sua scalata ai vertici della Federazione. I vari delegati voteranno il suo programma che si articola in sedici pagine ed è intitolato “Il gioco del calcio al centro dei nostri pensieri”. In merito alla Governance e organizzazione federale, Tavecchio propone la figura del segretario generale della Federazione, “un capo azienda con la responsabilità della gestione operativa e amministrativa sotto il diretto controllo dell’organo politico, la cui struttura organizzativa deve essere affidata a direzioni con specifiche deleghe, processi decisionali e responsabilità definite”. Per una lotta convinta alla violenza, invece, “dovrà essere prevista un’estensione del sistema delle esenzioni o delle attenuanti per quei club che partecipino attivamente a programmi di riqualificazione degli impianti e di implementazione dei rapporti con le tifoserie”. Tavecchio pensa ad  un corposo rilancio del settore tecnico della Figc e pone l’attenzione sul settore giovanile e scolastico, “anch’esso da affidare alla direzione di un manager per la gestione amministrativa”. Poi occorre sviluppare il brand federale per provare ad attirare finanziamenti economici ed infine nel programma c’è il rilancio della nazionale italiana con un ruolo fondamentale per il nuovo C.t.

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