Utilizzare i palestinesi per colpire gli ebrei – Alcuni quartieri della Capitale sono stati invasi da manifesti che invitano a boicottare i commercianti ebrei, e quindi Israele, per “fermare il massacro del popolo palestinese”. Un’accurata descrizione con una cinquantina di nomi di negozi dislocati soprattutto in viale Libia, portano la firma dei neo fascisti di “Vita est militia”. Sulla vicenda indaga la Digos, ma la questione è l’ennesimo atto di chiara matrice antisemita contro la comunità ebraica romana. Un gesto, si dice, in difesa di quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza, ma in realtà la questione israelo-palestinese è soltanto un pretesto per cercare di diffondere odio nei confronti del “nemico” secolare, di chi subisce le tesi del complotto più assurde che la storia dell’umanità ricordi. In effetti la comparsa di manifesti con delle vere e proprie liste di proscrizione, che invitano le cittadine e i cittadini romani a non spendere il loro denaro in negozi di proprietà di persone ebree, non c’entra nulla con la crisi tra lo Stato d’Israele e il popolo palestinese

Un gesto che umilia Roma, città decorata con la medaglia d’oro alla Resistenza – È una strumentalizzazione della vicenda. Una scena in grado di far tornare in mente una storia non molto lontana e menzionata in diversi libri e film. Un brutto segnale per Roma, una città decorata con la medaglia d’oro alla Resistenza. Il sindaco capitolino, Ignazio Marino, è intervenuto direttamente sulla questione e ha dichiarato la propria vicinanza ai commercianti colpiti da un atto intimidatorio che rievoca inquietanti fantasmi del passato: “Il linguaggio utilizzato riporta alla mente le liste di proscrizione antiebraiche del nazifascismo. La Capitale d’Italia, medaglia d’oro alla Resistenza, si schiera a fianco dei commercianti presi di mira. Roma considera questi gesti compiuti da teste vuote un inaccettabile schiaffo alla dignità e ai valori di tutte le romane e i romani. Gli autori di questi gravissimi atti devono essere identificati, arrestati e severamente condannati”. Ha espresso la propria solidarietà anche l’Anpi di Roma: “Un gesto che ci riporta indietro alle ideologie nazifasciste, un segno preoccupante di degrado culturale e storico. Esprimiamo solidarietà ai commercianti romani di religione ebraica”.

“Un nuovo campanello d’allarme che non può essere ignorato” – Dopi i manifesti apparsi nei giorni scorsi con la scritta “Ogni palestinese è come un camerata! Stesso nemico, stessa barricata”, “Anna Frank cantastorie”, “Giudei la vostra fine è vicina”, “Fuori i sionisti”, le forze dell’ordine hanno ufficialmente indagato alcune persone vicine agli ambienti dell’estrema destra di Roma. Intanto, il Presidente dell’Ucei, Renzo Gattegna, ha espresso la preoccupazione dell’intera comunità ebraica italiana: “Le liste di proscrizione apparse sui muri di Roma per invitare la cittadinanza a boicottare i negozi gestiti da commercianti ebrei sono un nuovo campanello d’allarme che non può essere ignorato. Assistiamo infatti con preoccupazione alla saldatura di sigle del sottobosco estremista nel nome di un comune odio anti-ebraico e anti-israeliano le cui modalità di espressione più violente, ancora parzialmente latenti, rischiano di costituire un pericolo per l’intera collettività nazionale. La migliore risposta agli odiatori di professione è nella nostra unità e consapevolezza”.

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