Avanza l’ombra del commissariamento – Lunedì si dovrà scegliere la nuova guida della Figc, ma le sorprese, come annunciato dal Presidente del Coni Giovanni Malagò, potrebbero essere dietro l’angolo. Del resto il documento presentato da nove società di Serie A, che hanno chiesto a Carlo Tavecchio e a Demetrio Albertini di fare un passo indietro, è stato un fulmine in un cielo che proprio sereno non è. I club che hanno sottoscritto il breve comunicato sono Juventus, Roma, Torino, Sampdoria, Sassuolo, Empoli, Cagliari, Cesena e Fiorentina. Le loro parole non lasciano spazio a equivoci: “Non appoggiamo e non votiamo nessuno dei due candidati alla presidenza Figc perché per riformare il calcio italiano serve un largo consenso che ora non c’è. Tavecchio e Albertini ne prendano atto e si ritirino”. Ci aveva visto lungo il patron del Messina, Pietro Lo Monaco, il quale prima di tutti aveva proposto un commissariamento in grado di andare al di là dei due nomi in campo per la presidenza della Federazione. Oggi sembra che questo fronte cresca di giorno in giorno e l’11 agosto potrebbe presentarsi un’incredibile novità. Staremo a vedere.

Gli autogol di Tavecchio e le parole di Lo Monaco – Sta di fatto che lo scontro tra il Presidente della Lega nazionale dilettanti e l’ex centrocampista del Milan e della nazionale, rimane molto duro. Anche se su alcuni punti programmatici sono d’accordo, in realtà hanno due visioni differenti del calcio. E guardando le loro carte d’identità, non ci si deve sorprendere. Quello che, invece, ha lasciato di stucco sono state le parole pronunciate da Carlo Tavecchio nelle ultime settimane. Dichiarazioni fuori luogo in grado di fargli perdere la certezza della vittoria. Quelle affermazioni di Lo Monaco sul commissariamento sembravano isolate e frutto di un voler andare contro corrente a priori, ma dopo le banane e i paragoni con l’assassinio del Presidente Kennedy, l’ex sindaco democristiano di Ponte Lambro ha riaperto i giochi e trasformato, involontariamente, la provocazione dell’ex dirigente del Catania in un’opzione sempre più credibile.

L’orso Tavecchio e il leone Albertini – Negli ultimi giorni di campagna elettorale, sia Albertini che Tavecchio, non se le mandano a dire. Una diatriba che ricorda la favola de “Il leone, l’orso e la volpe” di Esopo. “Quella mattina un grande orso bruno, era proprio affamato. Vagava con la lingua di fuori per la foresta in cerca di un po’ di cibo quando all’improvviso vide, nascosto tra i cespugli, un bel cesto ricolmo di provviste abbandonato sicuramente da qualche cacciatore”. L’orso, usando un po’ di immaginazione, potrebbe essere Carlo Tavecchio che, dopo le dimissioni di Abete dovute alla profonda crisi del calcio italiano, ha deciso di puntare il succulento cesto abbandonato dall’ex dirigente. “Fuori di sé dalla gioia si tuffò su quell’insperato tesoro culinario ma, proprio nello stesso momento ebbe la medesima idea anche un grosso leone che non mangiava da alcuni giorni. I due si trovarono faccia a faccia e si studiarono con espressione rabbiosa”. Il leone, invece, è Demetrio Albertini. Più giovane e vigoroso, decide anche lui di voler conquistare quel cesto.

Tra i due litiganti… – I due si trovano di fronte e iniziano a studiarsi, con una buona dose di competizione, per provare ad afferrare il premio finale. “In men che non si dica esplose una lotta terribile tra i contendenti i quali si azzuffarono insultandosi senza riserva”. E questo sembra il momento in cui Tavecchio e Albertini espongono le loro tesi sul calcio e si scontrano su alcune visioni completamente differenti. Nel bel mezzo di questa baruffa, caratterizzata da parole illogiche, entra in scena un terzo elemento. “Intanto, poco distante, una giovane volpe passeggiava tranquilla per il bosco occupandosi delle proprie faccende. All’improvviso venne attirata da insolite urla e si avvicinò al luogo di provenienza per scoprire di cosa si trattasse”. La giovane volpe è l’ombra di un commissariamento, che osserva lo scontro in atto e sceglie di assistere alla vicenda ed intervenire nel momento migliore (magari di lunedì) per conquistare lei quel famoso cesto ricolmo di provviste. È incredibile. È come se Esopo stesse assistendo al dibattito nel mondo del calcio. Tra i due litiganti, infatti, potrebbe spuntarla un commissariamento, ovvero un gruppo di saggi con l’obiettivo di guidare la Figc: “Quatta, quatta si avvicinò al paniere, lo afferrò e fuggì via andando a mangiare in pace in un luogo sicuro. Quando, sia il leone che l’orso, sfiniti per l’estenuante baruffa sostenuta, decisero di spartirsi le provviste dovettero fare i conti con un’amara sorpresa. Il cesto era sparito e al suo posto trovarono unicamente le impronte di una volpe, sicuramente molto furba!”.

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