Fare lo scout, adesso, è di moda – Chi l’avrebbe mai detto? Fare lo scout, adesso, è diventato di moda. Qualche anno fa nel film di Carlo Verdone, “Grande, grosso e…Verdone”, nel primo episodio della pellicola l’attore romano interpretava un uomo sposato con due figli. Questo singolare quadretto familiare aveva in comune la passione per lo scoutismo. Una visione in grado di mettere in evidenza l’idea degli italiani nei confronti del movimento fondato da Lord Baden Powell. In realtà è l’eccessivo legame con la chiesa cattolica ad etichettare come bacchettoni e un po’ bigotti le donne e gli uomini che decidono di indossare calzoni corti e girovagare per boschi e città. Del resto, circa due anni fa, gli scout italiani dell’Agesci sostenevano che un “capo gay sarebbe un problema”. In un seminario organizzato dalla rivista “Scout-Proposta educativa”, si invitava i capi scout a non dichiarare il loro orientamento omosessuale, per evitare di “turbare e condizionare i giovani”. Nello stesso tempo i ragazzi che dichiaravano di essere gay, dovevano essere mandati da uno psicologo, visto che si riteneva possibile educare i ragazzi e le ragazze all’eterosessualità.

Esaltare il concetto di natura per riconnettersi con la modernità – In un mondo globalizzato che è riuscito a lasciarsi alle spalle diversi pre-giudizi, questa visione della realtà lascia il tempo che trova. Su un tema del genere, gli scout, non hanno cambiato idea neanche con l’avvento del nuovo Papa. Il Pontefice argentino, che incarna l’innovazione nel mondo cattolico, al momento non è riuscito a fare breccia tra gli scout, nonostante abbia rilasciato dichiarazioni di apertura nei confronti del mondo omosessuale. Per i seguaci di Baden Powell, allora, è meglio concentrarsi sulla natura e l’ambiente. Provano a riconnettersi con la realtà circostante tramite una tematica a loro sempre cara e, considerando la contemporaneità delle energie alternative e degli argomenti sul rispetto del pianeta, è una buona tecnica per apparire, di nuovo, moderni. Così, in occasione della Route Nazionale dell’Agesci, centinaia di partecipanti assiepati in oltre 10 mila tende si sono riuniti intorno alla parola “natura”. Non a caso nella tenuta di San Rossore (Pisa) troverete la raccolta differenziata, il sapone biodegradabile, mobili riciclati, utilizzo di energie alternative.

Il mondo politico legato agli scout – Però l’elemento che li ha fatti piombare al centro della scena pubblica italiana, è la politica. Ormai le feste dell’Unità o il meeting di Comunione e Liberazione sono soltanto un lontano ricordo. Luoghi in cui arrivavano, discutevano e si confrontavano i grandi protagonisti della politica nazionale. Adesso, con il nuovo governo guidato da Matteo Renzi, il palcoscenico potrebbe essere il mondo scout. Il Presidente del consiglio ha fatto dello scoutismo un antipasto del suo impegno politico e lo ricorda sempre con piacere. Domenica, guarda caso, il premier farà una visita alla Route dell’Agesci e prima di lui è stato a San Rossore l’ex coccinella Roberta Pinotti, il Ministro della Difesa, anche lei con un passato tra gli scout. Oggi, invece, toccherà alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ricorda come “lì ha imparato che le cose possono cambiare”. La divisa l’ha indossata anche il grillino Vito Crimi e gli ex Ministri Enrico Giovannini e Giovanna Melandri. Ormai sembra che le luci della ribalta si siano spostate da quelle parti. Alla cerimonia conclusiva di domenica, oltre a Renzi, ci sarà il cardinale Angelo Bagnasco, il capo del Corpo Forestale Cesare Patrone, la direttrice nazionale di Legambiente Rossella Moroni, Rita Borsellino e don Luigi Ciotti. In un’epoca in cui il mondo politico è in crisi, l’inaspettato universo degli scout potrebbe essere un rifugio alla moda.

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