All’asta due case per costruire un museo – Si chiamerà “Spazi di Lucio” l’iniziativa promossa dai parenti di Lucio Dalla, per cercare di vendere due abitazioni appartenute all’artista e con i fondi costruire un museo in suo nome. Il tutto si concluderà il 2 ottobre 2014 con l’apertura delle buste e le relative offerte. Lì si capirà se sarà possibile realizzare il sogno dei familiari e dare vita al tempio in ricordo dell’autore di Piazza Grande. Le case messe in vendita sono molto belle. Si tratta dell’appartamento di via D’Azeglio 15 (sotto le Due Torri) in cui l’autore di Caruso viveva a Bologna e la villa di Milo, in provincia di Catania, dove il musicista produceva il suo vino. Sicuramente i piani di via D’Azeglio sono ricchi di bellezze artistiche uniche nel suo genere. Una dimora particolare che rispecchiava la personalità di Dalla, mentre la villa nel catanese si estende per 21 mila mq e potrebbe essere acquistata da qualche sfarzoso arabo. Chissà. Il gruzzolo, come detto, servirà a creare una casa museo situata al primo piano dell’appartamento di via D’Azeglio e nei prossimi mesi verrà inaugurata anche la Fondazione Lucio Dalla.

Quella casa in via D’Azeglio che, ancora, mantiene Lucio legato alla sua città – Certo, è economicamente impossibile trasformare in toto la casa bolognese su più piani come museo. A quanto pare i parenti non hanno i fondi necessari per realizzare un progetto del genere, ma per chi ha amato Lucio Dalla è un colpo al cuore. Per chi lo vedeva passeggiare tra le vie principali di Bologna e sapeva che al n.15 di via D’Azeglio c’era la sua abitazione, non è una bella notizia. Era un punto di riferimento e anche dopo la sua improvvisa morte aveva assunto le sembianze di un simbolo in grado, in un modo o nell’altro, di tenere ancora vicino Lucio alla sua Bologna, ai suoi concittadini. Niente da fare. Tra poche settimane i bolognesi dovranno allontanarsi da una visione del genere e magari, successivamente, si convinceranno nel visitare una casa museo che cercherà di riassumere l’entusiasmante vita di Lucio Dalla. Panta rei. E anche se è difficile accostare il concetto di tempo ad un grande artista come Lucio Dalla, la profondità delle sue canzoni fa si che lui non solo non venga mai dimenticato, ma continui a vivere.

Impossibile mettere all’asta le piazze amate dal cantautore – È per questo motivo che l’idea di vendere due sue abitazioni, tra l’altro molto amate dal cantautore, trasmette una certa malinconia. Però è proprio in una sua canzone che si può trovare rifugio e in qualche modo sollievo. Sto pensando a Piazza Grande, una delle opere più importanti di Dalla. Si potranno mettere all’asta le case in cui ha vissuto, ma le piazze che ha amato nel corso degli anni e che idealmente sono state luoghi così apprezzati da definirli “case”, quelle rimangono al loro posto. Sono attraversate quotidianamente da persone che intrecciano le loro vite e magari calpestano la stessa mattonella o si siedono sulla stessa panchina sulla quale Lucio Dalla, da giovane e da uomo maturo, si era fermato per poi dare vita a frasi indimenticabili nella storia della musica italiana: “dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me, gli innamorati in Piazza Grande. […] Una famiglia vera e propria non ce l’ho e la mia casa è Piazza Grande. […] E se non ci sarà più gente come me voglio morire in Piazza Grande, tra i gatti che non han padrone come me, attorno a me”. È questo quello che non potrà mai essere messo all’asta.

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