Il governo ucraino non farà marcia indietro, i russi devono essere puniti per il sostegno ai ribelli che hanno in mano l’est del paese e contro l’illegale annessione della Crimea. Il Premier Arseniy Yatsenyuk ha dato l’annuncio, ed ha specificato: “Ci sono diverse misure che possiamo includere nella proposta di legge. Queste comprendono: il possibile blocco di qualsiasi forma di transito, dai viaggi aerei al trasporto di merci”.

Insomma, i russi che operano in campo economico in Ucraina ed hanno compiuto investimenti nel paese, non avranno né vita facile né sconti. Si tratta di 65 imprese e 172 cittadini, finiti nel vortice delle sanzioni e per il 12 agosto è prevista l’approvazione da parte del Parlamento. Gli ucraini, hanno plaudito a questa decisione ed una ragazza ha rilasciato questa dichiarazione: “Se fosse possibile rompere qualsiasi rapporto, stare il più lontano possibile da loro, io sarei favorevole. Visto che le cose sono così peggiorate negli ultimi tempi, ci tormentano e fanno quello che vogliono. Non vedo perché dovremmo continuare ad avere qualsiasi tipo di rapporto con la Russia”.

La popolazione ucraina non desidera tenere un rapporto di cooperazione e ritiene Mosca responsabile degli eccidi sul territorio, il prezzo pagato in vite umane è stato molto alto e la via verso l’uscita dalla guerra, sembra essere ingombra, dei detriti lasciati durante gli scontri. Certo, il rischio è quello di rimetterci 5 miliardi di euro per l’interruzione dei rapporti commerciali ma Kiev è convinta “che il paese può affrontare questo sacrificio”. Ci vuole una risposta convinta e dura dopo l’occupazione del bacino del Donbas da parte dei separatisti, e il posizionamento dei mezzi militari russi lungo i confini ad est. Persino l’Australia e Olanda sostengono questa linea di rigore e il governo di Kiev ha anche “invitato la comunità internazionale a non armare l’aggressore russo”. La misura è stata approvata durante una riunione a porte chiuse del Gabinetto dei Ministri ed è stata proposta nella giornata di ieri, 8 agosto, al Parlamento. Dopo l’approvazione da parte dell’organo di rappresentanza, saranno congelati gli utili bancari delle imprese nella lista nera approntata da Kiev; vi sarà “il divieto di svolgere attività lucrative né a partecipare a privatizzazioni di enti ucraini per i cittadini russi inseriti nella lista dei soggetti a cui le misure sono state applicate”. Previsto pure il blocco “del transito di beni e merci russe attraverso il territorio dell’Ucraina, l’imposizione del divieto ad aprire conti in banche ucraine per personalità residenti in Russia, e la revoca ai soggetti interessati della possibilità di soggiornare in territorio ucraino”, con un’azione di sorveglianza strettissima verso le attività industriali russe, nel paese.

Le sanzioni sono simili a quelle già applicate da Ue e Stati Uniti e andrebbero a potenziare il “pressing” su Mosca ma stavolta, la “debole Ucraina” ha mostrato di non voler abbassare la testa e vuol far capire ai russi, che giungeranno giorni difficili. Il tema della fornitura di armi a Mosca, è stato chiaramente diretto verso l’Occidente e in particolare verso la Francia, che seppur fa parte dell’Ue e quindi aderisce alle sanzioni contro la Russia, continua a fornire le portaerei Mistral, al Cremlino. Il Premier ucraino ha dichiarato durante la seduta che “l’Ucraina è un paese indipendente e sovrano che ha pieno diritto di poter scegliere quando realizzare il suo processo di integrazione europea”. Il Presidente Petro Poroshenko, infatti ha assunto l’impegno a presentare la domanda per entrare nell’Ue. Il Primo Ministro australiano, Tony Abbott, che ha dato sostegno alle scelte di Kiev, ed intende inasprire le sanzioni australiane contro Mosca a seguito dell’annessione militare della Crimea, ha detto: “Voglio rendere noto al presidente Putin che se egli intende diventare un leader mondiale, allora deve ritirare le sue truppe dal territorio ucraino: se ne stia al di la del confine, e lasci che sia l’Ucraina a scegliere da sola il suo posizionamento in politica internazionale”. Stessa posizione assunta dal Ministro degli Esteri olandese, Frans Timmermans. E la Polonia è decisa a chiedere l’esclusione di Mosca dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) perché la Russia ha applicato delle contro-sanzioni per l’importazione dei prodotti ortofrutticoli polacchi, e le ha estese a Ue, USA, Canada, Norvegia e Australia.

Il malumore di Olanda e Australia è dovuto, in parte, anche al fatto che sull’aereo malese abbattuto dai filorussi nell’est Ucraina, c’erano molti suoi cittadini, vittime di una guerra in cui non c’entravano nulla. Questi Paesi, insieme alla Polonia e all’Ucraina chiedono che l’Europa sia compatta nell’esclusione della Russia dal WTO, e che sia altrettanto coesa, nell’offrire sostegno inequivocabile all’Ucraina, contro lo strapotere russo.

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[AP Photo/Darko Vojinovic]

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