Oggi l’approvazione in Cdm – A distanza di tre mesi dalla morte del giovane tifoso napoletano, Ciro Esposito, durante il pre-partita della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato l’introduzione di norme molto severe nei confronti degli ultrà violenti. Il decreto promesso dal governo di larghe intese dopo i fatti di Roma, verrà presentato nel Consiglio dei ministri di questo pomeriggio. L’obiettivo è quello di “ridare gli stadi alle famiglie” e per questo ci si concentrerà sulla prevenzione, daspo di gruppo e concreta lotta al razzismo. Il capo del Viminale sembra soddisfatto e il via libera dal Cdm è soltanto una formalità. Gli esperti lavorano al testo ormai da diverse settimane e il punto di riferimento del Nuovo Centro Destra ha fretta nel far entrare in vigore le nuove norme: “Da domani mettiamo alla prova queste norme. L’obiettivo è chiaro. Fuori i violenti dagli stadi, restituiti alle famiglie”.

Inasprimento del daspo e obbligo di firma – Alfano fa sapere che il daspo sarà l’elemento dominante per reprimere atti violenti: “Abbiamo scelto la linea dura per i recidivi, per cui è previsto il divieto di stadio dai cinque agli otto anni. E scatteranno i provvedimenti anche in caso di esposizione di striscioni violenti e di istigazione all’odio, e di atti che avvengono fuori dallo stadio. Poi c’è il daspo di gruppo”. Anche se le responsabilità andranno valutate sul piano personale. L’obiettivo sembra non far avvicinare i violenti agli stadi e quindi “in alcuni casi scatterà l’obbligo di firma durante la partita”. E, si legge nella bozza del decreto, “il divieto può essere, altresì, disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi di fatto, risulta aver tenuto, anche all’esterno, una condotta, sia singola che di gruppo, finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o a creare turbative per l’ordine pubblico”.

Sorveglianza speciale, pene dure per la frode sportiva e settori più piccoli negli stadi per identificare i violenti – Inoltre per cercare di isolare i violenti annidati tra i gruppi ultrà, il governo adotterà misure utilizzate, fino ad oggi, soltanto per i mafiosi: “Il rigore delle sanzioni nei confronti di coloro che commettano atti di violenza può arrivare alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, misura fino a oggi prevista per i criminali più pericolosi, che appartengano ad associazioni mafiose e non. E il rischio di vedersi impedite le trasferte per due anni dovrebbe ridurre i comportamenti violenti e vessatori”. Le nuove norme saranno in vigore per l’inizio dell’imminente stagione 2014/2015 ed inoltre entreranno in vigore leggi sul carcere fino a 9 anni per frode sportiva. Per chi offre, o riceve, denaro o altre utilità per alterare il risultato di una competizione sportiva, è prevista una pena che va da 2 a 6 anni di carcere, mentre fino ad oggi si fermava al massimo di un anno. Nei casi più gravi la pena può arrivare fino a 9 anni, con una multa che va da 10 mila a 100 mila euro. Infine, tramite suggerimento di esperti del Viminale, della Figc e della Lega calcio, verranno creati negli stadi settori più piccoli, fino ad un massimo di 10 mila persone (ben separati gli uni dagli altri), in modo da rendere più facile l’identificazione dei violenti. Sarà obbligatoria la presenza degli steward in trasferta e la creazione del Supporter Liaison officer, la figura di raccordo tra i tifosi, istituzioni e club.

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