Possiamo dormire sonni tranquilli, il Teatro Antico (Greco-Romano) di Taormina gode di buona salute ed è ben solido. L’ha confermato la dottoressa Maria Costanza Lentini, direttrice del Museo e del parco archeologico di Giardini-Naxos e delle aree archeologiche di Taormina, Francavilla e comuni limitrofi. Certo il tempo cronologico e quello meteorologico hanno fatto i loro danni, ma basterebbe una manutenzione più attenta e dei piccoli restauri conservativi per ottimizzare la situazione di uno dei monumenti più visitati al mondo.

Sfatata dunque l’apprensione di molti cittadini e amanti di Taormina che ritengono che il Teatro Antico sia in pericolo soprattutto durante lo svolgimento di certi concerti rock e pop, dove i decibel sono troppi e il pubblico tanto. Resta il fatto, comunque, che una scelta artistica dettata dal gusto, da un leitmotiv, da un’attenta programmazione, oserei dire da un’unicità, è dovuta a un cotale monumento. Così, di fatto, avviene in altre meraviglie italiane, per esempio il Teatro Greco di Siracusa che da anni è tempio indiscusso delle tragedie greche;  il Teatro Romano di Verona che ospita solo teatro classico e jazz; il Teatro Romano di Spoleto che è specializzato in danza e quello di Pula, invece, in poesia. Rievocare l’antico splendore di un monumento, decantandone la sua bellezza, potenza, atmosfera è un nostro dovere, vincolante, però resta  la sua tutela non solo “fisica” ma anche artistica. Una manifestazione che mira alla crescita culturale del nostro territorio, al recupero della nostra storia, delle nostre radici è una delle potenzialità su cui dobbiamo puntare per creare una proficua promozione turistica, tenendo però sempre bene in mente di non SVENDERE MAI I NOSTRI BENI!

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[Foto in copertina di Andrea Jakomin]

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