La soddisfazione del Pd e il fastidio di FI – È ufficialmente legge la prima parte della riforma sulla Pubblica Amministrazione. L’essenza della riforma, invece, sta nel disegno di legge delega che verrà discusso in Senato da settembre. Il testo è stato approvato con 303 sì, 163 no e 9 astenuti. Decisivi, per far passare il dl, i voti dei deputati del Partito democratico che tramite il vicepresidente della Camera, Marina Sereni, hanno voluto sottolineare tutto il loro appoggio al governo nella spinta riformista di cui il Paese ha bisogno: “Dovremo contrastare conservatorismi di ogni tipo, dovremo superare resistenze e smentire scetticismi, dovremo chiamare a raccolta e mobilitare le tante energie sane e dinamiche di cui il Paese dispone e che sanno che senza il cambiamento non c’è futuro. Ecco, Presidente Renzi, i deputati del Partito Democratico nell’esprimere il voto favorevole al Decreto Madia vogliono dirvi che ci siamo, pronti ad affrontare e vincere questa sfida riformatrice”. Di parare opposto, invece, Renato Brunetta. L’esponente di Forza Italia, tramite Twitter, ha detto: “3,2 voti di fiducia al mese per approvare della robaccia mai vista nella storia repubblicana”.

Commissariamento per le società appaltatrici corrotte ed Authority – Sta di fatto che il dl è entrato in vigore ed un altro tassello del progetto di Matteo Renzi si colloca al posto prestabilito. Il Ministro Marianna Madia, artefice del testo, ha espresso attraverso i social network la sua soddisfazione: “#DecretoPA è legge. Equità compensi pubblici, Anticorruzione, Semplificazioni ed efficienza con mobilità. Riforma continua con DDL in Senato”.

Anche se non si tratta del cuore della riforma sulla Pubblica amministrazione, il dl contiene alcune novità importanti. Innanzitutto potranno essere commissariate le società appaltatrici dei lavori, coinvolte nelle inchieste per corruzione. Al presidente dell’Anac vengono assegnati compiti di alta sorveglianza, con l’obiettivo di garantire la correttezza e la trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione delle opere dell’Expo 2015. I componenti delle Authority dovranno aspettare cinque anni per poter essere nuovamente nominati in un’altra autorità. La razionalizzazione delle strutture deve prevedere una concentrazione del personale nella sede centrale non inferiore al 70%.

Dirigenti PA in pensione 4 anni prima rispetto alla legge Fornero – Inoltre per quanto concerne l’organizzazione degli enti territoriali, viene eliminata l’attribuzione ai segretari comunali e provinciali delle quote loro spettanti dei diritti di segreteria e del diritto di rogito, mentre i dirigenti di Bankitalia e dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per un periodo non superiore a due anni dalla cessazione dell’incarico, non potranno intrattenere rapporti di collaborazione, consulenza o impiego con i soggetti regolati. Riguardo alle camere di commercio, le tariffe delle segreterie verranno definite in base ai costi standard fissati dal Ministero dello Sviluppo economico e il taglio degli importi dovuti alle camere di commercio sarà graduale nei prossimi tre anni ( -35% nel 2015, -40% nel 2016 e -50% nel 2017). Una delle novità più importanti del dl riguarda il pensionamento dei dirigenti a 62 anni, ovvero 4 anni prima rispetto a quello che aveva previsto la legge Fornero, mentre i pensionati potranno avere incarichi di studio e di consulenza esclusivamente gratuiti.

Mobilità obbligatoria entro 50 km, turnover più flessibile, abolizione del trattenimento in servizio – Novità anche per i magistrati, i quali dovranno andare fuori ruolo e non in aspettativa se accettano incarichi di diretta collaborazione con la Pubblica amministrazione. Rilevante cambiamento è quello riguardante la mobilità dei dipendenti pubblici, che potrà essere applicata entro una distanza massima di 50 km. Sono previste anche deroghe ad hoc per i dipendenti con figli di età inferiore a 3 anni, che hanno diritto al congedo parentale e per i dipendenti che possono usufruire dei permessi lavorativi retribuiti per l’assistenza di un disabile. Semplificazioni in vista anche nell’ambito universitario. Diventare professore all’Università sarà più facile, perché serviranno 10 e non 12 pubblicazioni e verranno rivisti i criteri di valutazione. La soppressione delle sedi distaccate dei Tar slitta da ottobre 2014 a luglio 2015 e sono salve quelle sezioni che si trovano nelle città sedi di corti d’appello: Salerno, Reggio Calabria, Lecce, Brescia e Catania. Le Pubbliche amministrazioni non potranno più trattenere il personale oltre l’età di pensionamento, perché è stato abrogato l’istituto del trattenimento in servizio. Rimodulate le percentuali del turnover (più flessibili) per il prossimo quinquennio. Infine nel mondo dell’editoria è stato fissato per legge l’obbligo di almeno un’assunzione a tempo indeterminato ogni 3 prepensionamenti.

Infografica  #DecretoPA

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