Gradiva: alla scoperta della migliore poesia italiana!

«Qualche fiocco di neve/sfrulla sulla città:/qui vivo come deve/uno che nulla sa. /Metto legna sul fuoco / di candide passioni, mentre mi turbina un roco/ vento di settentrione. /Condivido col gatto/ pochi metri quadrati/e lo colgo sul fatto:/ la carta da s/parati. / Divido col papiro /la finestra sul mondo/ed ovunque mi giro/sento un gelo profondo./ Mi reclino scontento/ in questa prigionia:/tessera senza senso/di un’infinita tarsìa.»

Con questi versi di Franco Manescalchi si apre il “Number 45, Spring 2014” di Gradiva (International Journal of Italian Poetry), una rivista di poesia edita e distribuita da Olschki Editore e diretta dal poeta, narratore e saggista Luigi Fontanella. I versi di Manescalchi ci portano subito in quella che è l’atmosfera di questa nuova edizione di ”Gradiva”, improntata come sempre ad una limpida leggerezza espressiva ed allo stesso tempo ad un grande rigore nella scelta della poesia italiana da veicolare e diffondere nel mondo anglosassone.

Il numero 45 si compone di 14 sezioni ed ospita importanti contributi di poeti in versione bilingue (italiano e inglese), ma anche saggi e note dedicate alla figura di Gianfranco Palmery, traduzioni di poeti (il poeta Alfredo De Palchi traduce “Il Cristo nell’Oliveto” di Gérard de Nerval in italiano), riflessioni dedicate a poeti ed alle loro poetiche (Sauro Albisani, Pimples, or rather on my poetry), testi di poeti italiani d’America (Stephen Campiglio, ecc.), Reviews, una rassegna di poesia ed infine una “libridine” (Divagazioni su libri ed eventi).

È un numero che accoglie interventi che ci fanno scoprire poeti come Luciano Fintoni (Questo è ancora per me un tempo di mezzo,/ una lamina tesa fra due piani/d’incertezza. / E, questa voce, il richiamo lontano/ del deserto e d’altre terre brulle, /rimbalza e si moltiplica fra roccia/ e roccia, un’eco ripetuta dalle/ gole dei monti e prolungata nella/ valle dell’anima, là dove ogni altra/voce si perde e domina il silenzio.), che corrono il rischio di essere dimenticati nel “mare magnum” della poesia italiana contemporanea, e che ci guida attraverso il timone della critica letteraria (Semina lumina) nel panorama della giovane poesia italiana alla ricerca di nuovi talenti.

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