Renzi, Berlusconi e Padoan. Un intreccio politico ed economico

Da Teano a largo del Nazareno. Cambiano i luoghi degli incontri – Una volta c’era Teano a fare da cornice ad incontri importanti per l’Italia, oggi c’è largo del Nazareno a Roma. Cambiano i tempi. Sta di fatto che l’ennesima chiacchierata tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è servita a puntellare ulteriormente l’intesa sull’Italicum. Ancora nessun accordo definitivo, ma ci siamo quasi. Da Forza Italia sono arrivate aperture a ritocchi sulle soglie di sbarramento per i piccoli partiti, a patto che non si tratti di stravolgimenti. Invece sulle preferenze non c’è stata una risposta negativa a priori da parte del leader forzista, ma in realtà anche Matteo Renzi è abbastanza dubbioso sul tema. I due esponenti politici dovrebbero rivedersi dopo la pausa estiva, ma ieri è stata un’occasione importante per affrontare anche altri temi. Si è parlato di politica estera e delle varie crisi in giro per il mondo, come quella in Ucraina. A proposito della quale Berlusconi ha consigliato al Presidente del consiglio di non isolare Vladimir Putin.

Berlusconi, la teoria reganiana e la spending review – Al di là di questi discorsi, per via dei dati che indicano una recessione tecnica dell’Italia, il segretario del Partito democratico e il fondatore di Forza Italia hanno parlato di economia. Il cavaliere avrebbe consigliato a Renzi la strategia di abbassare le tasse per rilanciare i consumi. Una teoria di reganiana memoria tanto cara all’ex premier, ma la situazione attuale del Paese non permette di realizzare un ridimensionamento della pressione fiscale, a meno che non si decida di sforare quel tetto del 3% imposto da Bruxelles. È quasi impossibile che il governo prenda una decisione del genere, perché vorrebbe dire alterare i rapporti con gli alleati europei. Più facile, invece, continuare a percorrere la strada della spending review tracciata dal contestato Carlo Cottarelli. Non a caso il commissario ha annunciato che è pronto il piano di “razionalizzazione delle partecipate locali, con l’obiettivo di ridurle da 8.000 a 1.000 in tre anni” e ottenere efficienza e risparmi pari a 2-3 miliardi.

Le frecciate di Padoan a Renzi e l’aiutino di Berlusconi – Forse i dati dell’Istat hanno messo da parte le frizioni tra Renzi e il super commissario e così l’ex sindaco di Firenze si sarebbe convinto a proseguire su questa strada per raggiungere un abbassamento delle tasse nel 2015. In un quadro del genere le frecciate del Ministro dell’Economia Padoan al premier hanno avuto l’effetto sperato di far rivedere a Renzi la sua strategia economica per il Paese. Ma se la situazione dovesse precipitare e si arrivasse ad uno scontro aperto tra le visioni di Renzi e quelle di Padoan, potrebbe arrivare in soccorso Silvio Berlusconi che è stato esplicito nella sua affermazione: “Se hai bisogno di aiuto, in un momento di emergenza, noi ci siamo e attento allo spread e ai mercati, sai come furono usati su di me”. Già, un aiuto. Il problema è che queste parole rischiano di complicare ancora di più la vita politica di Matteo Renzi sia nel suo partito che nella maggioranza, dove il Nuovo Centro Destra non ci sta a farsi sorpassare nel dialogo con il premier da Forza Italia. Sta di fatto che per motivi politici e soprattutto economici, la vicenda si potrebbe ingarbugliare con le future decisioni dei tre grandi protagonisti del momento: Renzi, Berlusconi e Padoan.

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