Taormina fu per un trentennio (dal 1950 al 1979) il “rifugio segreto” di Greta Garbo, nel quale la “divina”, che sullo schermo era stata amatrice affascinante e spietata, viveva uno strano “rapporto d’amore” con il medico-dietologo che a Hollywood le aveva insegnato a cibarsi di melasse e sedano crudo. Uno strano e ambiguo rapporto, dal momento che, notoriamente, Gayelord Hauser era omosessuale; e lei, “assolutamente incapace di amare un uomo”, a sentire le confidenze-rivelazioni di chi ne fu innamorato alla follia e si illuse di essere amato.

Si è scritto molto sulla tumultuosa vita sentimentale della Garbo. E’ stata definita “sfinge dal cuore di ghiaccio” ed “emblema delle passioni”, “bellezza senza sesso” ed “amante nefasta”, “volto di neve e di solitudine” e “divoratrice di uomini”. Ma è sempre molto difficile, quando in discussione è il mito (uno dei grandi miti del cinema di tutti i tempi), stabilire quale influenza, nei giudizi sulla donna, possano avere avuto quelli sull’attrice e sui personaggi da lei interpretati. I biografi dicono che Greta amò veramente, di un amore completo, un solo uomo (ma per poco): il regista svedese Mauritz Stiller, che l’aveva scoperta (commessa diciassettenne, spettinata e un po’ goffa) in un negozio di abbigliamento a Stoccolma e ne aveva fatto una diva a Hollywood. Finì male quel grande amore, per il povero Stiller, il quale morirà solo e infelice in Svezia, a 45 anni, mentre il mito-Garbo furoreggiava in tutto il mondo.

Greta (che non aveva mosso un dito per difendere il suo anfitrione dagli attacchi dei padroni del cinema americano che l’avevano obbligato a tornarsene in patria) era sul set, a Hollywood, il giorno della morte di Stiller. Il suo “volto di sfinge” (“statua d’alabastro”, per il nostro Zeffirelli) non si scompose per nulla. Le era accanto, sul set, John Gilbert, l’attore rubacuori più amato dalle donne d’America, balbuziente (ma con il cinema muto contava poco), due divorzi alle spalle, che con la “divina” faceva coppia fissa anche nella vita. I giornali, mobilitati dalla poderosa macchina pubblicitaria hollywoodiana, parlavano di nozze imminenti. E le nozze furono regolarmente fissate da Gilbert: nel municipio di Santa Ana, in Messico. Solo che Greta, quel giorno, non si fece vedere. Fu un duro colpo per l’attore più amato dalle donne d’America, il quale ne ebbe anche la carriera, non soltanto la vita, distrutta. Si risposò e divorziò altre due volte (forse solo per tentare di recuperare il prestigio incrinato da quel clamoroso “no”), ma non riuscì a dimenticare Greta. Morirà a 39 anni, solo e disperato come Stiller, invocando il suo nome (scrissero i giornali).

Il medico Gayelord Hauser comparve accanto a Greta nel 1940, a Hollywood. Aveva 45 anni. Lei ne aveva 35, e un anno dopo, nel 1941, pianterà clamorosamente il cinema. Anche per il suo rapporto con Hauser (come già per quello con Gilbert), si parlò di imminente matrimonio. Una grossa agenzia giornalistica, la International News Service, rivelò che il dietologo, al quale chiaramente l’unione con la diva famosa interessava anche pubblicitariamente, aveva preso accordi per la pubblicazione in esclusiva delle nozze, da celebrare in segreto, con il suo impegno a comunicare per telefono il giorno in cui avveniva. Gayelord e Greta partirono, in effetti, per Nassau, poi in crociera alle Bahamas. Ma la telefonata alla agenzia non arrivò mai: la “divina”, si disse, aveva avuto l’ennesimo ripensamento. Pochi giorni dopo, le agenzie di tutto il mondo davano una notizia ben più clamorosa: la Garbo aveva deciso di lasciare il cinema, per sempre: a 36 anni, dopo avere interpretato appena 24 film.

Ritrovò l’ex promesso sposo Gayelord Hauser nel 1950, nove anni dopo la fuga da Hollywood. Arrivò a Taormina sotto falso nome. Per tutti, anche per la servitù che non poteva non averla riconosciuta, era “miss Harriet Brown”. Ebbe due stanze per sé, in un’ala della villa: una camera da letto, con guardaroba e servizi, e un salottino. Disponeva anche di un terrazzo tutto per sé, recintato e nascosto ad occhi indiscreti, in cui avrebbe potuto stendersi per prendere il sole. Ma lei non amava il sole, non amava neanche il mare. Quando il dottore vendette la villa sulla rotabile per Castelmola e ne acquistò una al mare, al confine di Taormina con Letojanni, le abitudini della illustre ospite non cambiarono per nulla. Anche lì se ne stava isolata nel suo terrazzo, sotto la cannicciata che la riparava dal sole.

Amava la campagna, le grandi passeggiate mattutine. Andava in giro intabarrata nei suoi abiti assurdi, cappellaccio a larghe falde e occhialoni scuri, per non farsi riconoscere. Quando il salotto del dietologo Hauser era pieno di dive e divi del cinema intervenuti alla famosissima “notte delle stelle” per la consegna dei premi David di Donatello al teatro greco, lei se ne stava rinserrata nelle sue stanze: le Marlene Dietrich, Joan Crawford, Rita Hayworth, Lana Turner, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, ed i Gregory Peck, Glenn Ford, Cary Grant, Richard Burton, Henry Fonda, non volle mai incontrarli. Solo di rado comparve in salotto: per salutare un vecchio amico londinese, l’antiquario-decoratore Oliver Messel (che aveva pure casa a Taormina), e far festa ad una amica carissima, la miliardaria americana Gloria Vanderbilt che aveva sposato il famoso direttore d’orchestra Leopold Stokowski (il quale, bisogna ricordare, era stato tra i candidati mariti della “divina” Garbo, “gay” anche lui, come tanti altri).

L’ultima vacanza di Greta Garbo a Taormina avvenne nel 1979, anno in cui Gayelord Hauser vendette anche la villa di Letojanni. “La vendette con la morte nel cuore”, raccontarono gli amici taorminesi. Fu la improvvisa scomparsa del suo “boy-friend” a fargli prendere quella dolorosissima decisione. Si chiamava Frey Brown, era un promettente attore di Hollywood, molto più giovane di lui, ed aveva abbandonato la carriera per seguire il dietologo a Taormina. “Senza Frey, non mi è più possibile restare in questa villa”, disse malinconicamente Gayelord agli amici. Anche Greta era amica di Frey. Era con lui che se ne stava rintanata, quando in salotto arrivavano i divi e le dive di Hollywood che non voleva rivedere. Perché non voleva e non volle mai più vederli, la “divina” non lo spiegò mai.

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