I numeri dell’Istat fanno riflettere il mondo della politica – I dati economici dell’Istat hanno messo in luce una recessione tecnica per l’Italia e hanno spinto diversi esponenti politici a dare delle ricette per cercare di rilanciare definitivamente il Paese, il quale da qualche segnale di ripresa, come dimostra l’aumento della produzione industriale made in Italy e dell’occupazione. Per non parlare del rinnovato interesse di investitori stranieri, come i cinesi. La super potenza asiatica ha scommesso sull’Italia, perché vede in questa nazione un potenziale molto interessante per l’immediato futuro. È la loro strategia, ormai da anni, in tutto il mondo e non si capisce perché dovrebbe essere diversa nel Bel Paese. Questi sono alcuni segnali positivi, ma i problemi economici restano e sembra che possano essere risolti soltanto con l’accelerazione sulle riforme sostenuta anche dal Ministro dell’Economia Padoan. Sono diversi gli esempi di Paesi in Europa che si sono rilanciati dal punto di vista economico grazie alle riforme.

“Basta con i totem di una certa sinistra e con le ideologie” – Dopo l’avvio del processo rinnovatore, guarda caso, hanno un Pil in crescita. Anche la Grecia segna un’inversione di tendenza. Noi, invece, siamo il fanalino di coda dell’Unione europea. Viviamo dentro un sistema politico bloccato da vecchie resistenze che a giorni alterni cercano di impedire il rinnovamento. La difficile approvazione del ddl Boschi al Senato è una dimostrazione lampante dei problemi del sistema Italia. Se non si aggiorna il meccanismo, è difficile che il Paese torni a competere con altre nazioni. L’obiettivo, per le principali forze politiche, è quello di velocizzare il processo delle riforme e provare a far tornare attraente l’Italia per gli investitori stranieri. Per questi motivi il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha detto che “occorrono misure urgenti e choc per superare questi dati economici”. Il punto di riferimento del Nuovo Centro Destra pensa a mettere da parte il tanto citato articolo 18: “Fra le nostre 7 proposte, chiediamo di superare l’articolo 18. Basta con i totem di una certa sinistra e con le ideologie”.

Alfano spinge per inserire l’abolizione dell’articolo 18 nello “Sblocca Italia” – Il Ministro Alfano si augura che l’abolizione dell’articolo 18 sia presente nello “Sblocca Italia”. È in questo modo, secondo il capo del Viminale, che si può far crescere l’occupazione: “Abolire l’articolo 18 significa superare il blocco psicologico che non permette alle aziende di superare il numero di 14 dipendenti. Senza l’articolo 18 si faranno nuove assunzioni, perciò già lo Sblocca Italia deve contenere le norme che superano l’articolo 18”. Un argomento destinato a far discutere il mondo della politica. Le minoranze del Partito democratico sono contrarie ad un accantonamento di un articolo considerato come un punto di riferimento per i lavoratori, mentre la Cgil è già sul piede di guerra contro il governo Renzi per le sue decisioni in materia di lavoro. Qualora si dovesse decidere di rivedere l’articolo 18, ci sarebbe un duro scontro tra le due visioni della realtà. Il tema non sembra all’ordine del giorno, ma in un’epoca in cui si guarda con interesse alle scelte di altre nazioni, l’esempio del buon stato di salute del welfare austriaco senza articolo 18 è qualcosa che potrebbe far riflettere.

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