Si tratta di un vortice gigante, di 2 mila chilometri, e si trova al Polo Nord di Saturno. L’immagine incredibile, è stata pubblicata martedì 5 agosto dalla Nasa. L’enorme occhio del ciclone si muove alla velocità di 150 metri al secondo e la foto, è stata scattata dalla Sonda Cassini della Nasa, che è in orbita da 7 anni. La foto in questione era stata scattata il 2 aprile di quest’anno ma solo l’altro giorno è stata resa nota. L’immagine è stata ottenuta usando una combinazione di filtri speciali e da una distanza di circa 2,2 milioni di chilometri da Saturno, con un angolo di 43 gradi. La scala è di 13 chilometri/pixel.

Saturno, è un pianeta da sempre considerato misterioso, detto anche “Il Signore degli Anelli”. Il suo nome deriva dalla divinità romana equivalente al dio greco Crono. Poiché Saturno era uno dei Titani, il suo satellite più grande prende il nome di Titano. È il sesto dei pianeti che fa parte del Sistema Solare, si trova tra Giove e Urano e la distanza dal Sole, è nove volte maggiore di quella della Terra; per questi motivi, impiega molto più tempo a girare attorno alla stella. Un anno saturniano che corrisponde ad un giro, equivale a 29 e mezzo giri terrestri. Il pianeta possiede peculiarità che hanno da sempre affascinato gli studiosi di astronomia. Le temperature sono glaciali, -186° C, lo spazzano venti impetuosi e solo uno dei suoi satelliti, il maggiore Titano, è provvisto di atmosfera. Un pianeta Saturno, che ricorda film fantascientifici dal taglio apocalittico, anche perché è un pianeta gassoso come Giove ma è molto più leggero, la sua densità media è 1/8 di quella terrestre, inferiore a quella dell’acqua. La sua struttura quindi lo rende “un pianeta inospitale” e classificato dagli astronomi come “privo di forme di vita”.

La meravigliosa caratteristica di questo pianeta, però è rappresentata dai suoi anelli; fu Galileo Galilei che nel 1610, notò “qualcosa di strano nel pianeta”, infatti gli anelli si vedono anche con l’uso di un piccolo telescopio. Galilei si accorse di “una sorta di rigonfiamento laterale e disse che il pianeta sembrava avere le orecchie”.

Lo studio approfondito degli anelli di Saturno iniziò tuttavia, con Gian Domenico Cassini e Christiaan Huygens. I cosiddetti “anelli” non sono altro, che frammenti di polvere, piccole rocce e ghiaccio, collocate in una fascia che dista 10.000÷70.000 chilometri dalla superficie del pianeta. Dalla terra sono visibili tre anelli ma le sonde Voyager hanno registrato che il numero è maggiore; in fondo, si tratta di satelliti con varie dimensioni: da quelle di una palla da tennis fino a quelli con un chilometro di diametro. I raggi scuri, tra un anello e l’altro sono costituiti di polvere che deve il suo allineamento al campo magnetico del pianeta. Ci sono poi, le “Lune di Saturno”, in tutto 18 satelliti di cui, appunto, Titano è il più grande. Addirittura più grande del pianeta Mercurio.

Ma c’è un’altra luna molto misteriosa di Saturno, il satellite Encedalo, dove sono stati scoperti ben 101 geyser; i primi notati per la prima volta nel 2005. Dalle analisi condotte, sembra “che attraverso essi l’acqua liquida dell’oceano nascosto sotto i ghiacci possa raggiungere la superficie”. Anche questa scoperta che è stata pubblicata su Astronomical Journal, è stata fatta dai dati raccolti dalla sonda Cassini, in collaborazione con la Nasa, l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). I rilievi sono stati fatti negli ultimi sette anni, al Polo Sud del satellite, che da tempo incuriosisce per “le strane fratture”, che osservate dall’alto ricordano le striature di una tigre.

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